La riforma della caccia torna al centro del dibattito parlamentare con un nuovo passaggio alla Camera dopo il via libera del Senato. Il ddl, molto contestato, accelera il suo iter tra divisioni politiche e forti critiche delle associazioni ambientaliste.
Ddl caccia: accelerazione dell’iter alla Camera dopo il via libera del Senato
Dopo l’approvazione ottenuta al Senato martedì scorso, la maggioranza di governo punta a imprimere un ritmo rapido all’iter della riforma sulla caccia anche a Montecitorio. Il disegno di legge n. 1552, già trasmesso dalla presidenza di Palazzo Madama, è stato incardinato alla Camera con il numero AC 2984. L’esame del provvedimento prenderà avvio già martedì mattina in sede referente presso la commissione Agricoltura della Camera, convocata per analizzare sia questo testo sia altre proposte già presentate sul medesimo tema, tutte finalizzate alla modifica della legge 157 del 1992 che disciplina la tutela della fauna selvatica e l’attività venatoria.
Tra queste figurano gli interventi del deputato leghista Francesco Bruzzone, orientati in continuità con il ddl approvato al Senato, e quelli presentati da Sergio Costa (M5S), Michela Vittoria Brambilla (Noi Moderati) e Luana Zanella (Avs), che invece mirano a rafforzare le misure di tutela della biodiversità. La commissione è stata riconvocata anche per mercoledì, segnale della volontà della maggioranza di procedere senza rallentamenti su un tema fortemente divisivo sia in Parlamento sia nell’opinione pubblica.
Ddl caccia, blitz del Governo sulla discussione alla Camera: raffica di proteste
La prospettiva di un iter accelerato ha suscitato la reazione di diverse realtà ambientaliste, che vedono nel percorso legislativo un possibile “blitz”. In una posizione congiunta, ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU BirdLife Italia e WWF Italia hanno espresso forte preoccupazione, basandosi su indiscrezioni che indicherebbero l’intenzione della maggioranza di arrivare all’approvazione definitiva entro l’estate o, al più tardi, entro luglio, comprimendo procedure e passaggi parlamentari.
Le associazioni richiamano inoltre criticità già emerse durante l’esame al Senato, come la gestione delle audizioni, la riduzione degli emendamenti e la mancata considerazione di osservazioni rilevanti, inclusa una lettera di contestazione della Commissione europea rimasta inizialmente riservata. Secondo queste organizzazioni, la discussione alla Camera rischierebbe di essere ancora più rapida e meno approfondita, nonostante si tratti di una normativa quadro che incide su biodiversità, diritto europeo, convenzioni internazionali, sicurezza pubblica e principi costituzionali.
A loro avviso, la spinta a chiudere il provvedimento prima dell’avvio della stagione venatoria — prevista, salvo anticipi regionali, dalla terza domenica di settembre fino ai primi giorni di febbraio — non sarebbe giustificata da reali urgenze. Per questo, le associazioni chiedono a tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione di rallentare l’iter e garantire un ulteriore approfondimento, in linea con lo spirito della doppia lettura parlamentare prevista dal procedimento legislativo.
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