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Dibattito al Medef: le proposte dei candidati alla presidenza

Dibattito al Medef: le proposte dei candidati alla presidenza

I principali candidati alla presidenza francese si sono confrontati al Medef. Scopri le loro proposte e le reazioni del pubblico.

Il 27 agosto 2026, i principali candidati alla presidenza francese hanno partecipato a un dibattito organizzato dal Medef a Roland-Garros, a Parigi. Per tre ore, Edouard Philippe, Jean-Luc Mélenchon, Marine Tondelier, Gabriel Attal, Marine Le Pen, Bruno Retailleau e Raphaël Glucksmann hanno risposto alle domande di cinque chef d’azienda, presentando le loro proposte economiche e sociali.

L’evento ha visto momenti di tensione e scambi accesi tra i candidati, con proposte che spaziano dalle riforme delle pensioni alla gestione della crisi economica. Scopriamo insieme i punti salienti del dibattito.

Marine Le Pen e la riforma delle pensioni

Marine Le Pen ha ribadito la sua proposta di abbassare l’età pensionabile a 60-62 anniun ‘scelta di società’ secondo lei.

La candidata del RN ha assunto il costo di questa riforma, stimato in 9 miliardi di euro all’anno e ha promesso di presentare un contro-budget per il 2027 con un taglio di 125 miliardi di euro.

Le Pen ha anche criticato i suoi avversari, definendoli ‘assemblea di maghi’ che non vogliono pagare i costi delle loro proposte.

Ha inoltre espresso il suo sostegno all’inscrizione di una regola d’oro nella Costituzione.

Jean-Luc Mélenchon e l’annullamento del debito

Jean-Luc Mélenchon ha difeso la sua proposta di annullare il 18% del debito francese detenuto dalla Banca centrale europea. Il leader di La France insoumise ha criticato i suoi avversari, definendoli ‘assemblea di maghi’ che non vogliono pagare i costi delle loro proposte.

Mélenchon ha anche avvertito che, senza un aumento dei salari, la Francia rischia di cadere in recessione. Ha chiuso la porta alla TVA sociale e alla retraite par capitalisation proponendo invece un aumento del Smic.

Gabriel Attal e il bilancio pubblico

Gabriel Attal ha presentato il suo calendario per ridurre il deficit pubblico, con l’obiettivo di portarlo sotto il 3% del PIL entro il 2032 e in equilibrio entro il 2037. Il candidato di Renaissance ha vantato il suo bilancio come ex primo ministro, citando i dati dell’Insee che mostrano una riduzione delle spese dello Stato nel 2026.

Attal ha criticato Marine Le Pen, definendola ‘quella che vota contro tutte le provviste, tutte le economie, ma si lamenta che l’ascensore sia rotto’. Ha anche difeso la sua proposta di una parte di capitalizzazione nelle pensioni.

Bruno Retailleau e la burocrazia

Bruno Retailleau ha criticato l’Stato burocratico proponendo di abolire 100 norme con ordinanze. Ha anche preso di mira il principio di precauzione della Costituzione, definendolo un ‘fallimento’.

Retailleau ha cercato di distinguersi dall’eredità del presidente Macron, criticando il ‘doppio quinquennato’ e affermando di ‘averne abbastanza del ‘in stesso tempo’.

Edouard Philippe e il ‘troc fiscal’

Edouard Philippe ha ripreso la sua proposta di ‘troc fiscal’ che prevede la soppressione di 50 miliardi di euro di imposte di produzione in cambio di una riduzione delle sovvenzioni alle imprese. Ha anche promesso di porre fine alla soprattassa sull’imposta sulle società.

Philippe ha criticato Marine Le Pen, dicendo ‘Grazie per fare la promozione dei miei scritti, ma vi invito a leggerli’.

Raphaël Glucksmann e la tassazione degli ereditieri

Raphaël Glucksmann ha difeso la sua proposta di tassare i megahéritages per finanziare una riduzione della CSG. Ha affermato che ‘il lavoro non paga abbastanza e questo è una minaccia per la democrazia’.

Glucksmann ha criticato Bruno Retailleau, definendo le sue proposte ‘folie fiscali’ e proponendo invece una riduzione delle cotisations e l’esenzione completa delle charges oltre le 35 ore.

Marine Tondelier e l’ambiente

Marine Tondelier ha collegato l’attività economica all’ambiente, affermando che ‘la libertà è controllare il proprio ecosistema’. Ha citato un rapporto del Medef che prevede che l’economia francese avrà bisogno di 3,6 milioni di lavoratori stranieri entro il 2050.

Tondelier ha anche criticato l’assenza di discussioni sul clima durante il dibattito, definendolo ‘un ritardo che dobbiamo compensare’.

Le migliori punchline del dibattito

Jean-Luc Mélenchon ha scherzato sull’annullamento del debito, dicendo ‘Non sto mettendo in discussione i creditori privati… almeno in questa fase!’.

Edouard Philippe ha commentato la situazione economica, dicendo ‘È il diluvio e François Hollande non è nemmeno qui’.

Raphaël Glucksmann ha criticato i suoi avversari, dicendo ‘È sorprendente ricevere lezioni sulla gestione del debito da due ex primi ministri di Emmanuel Macron’.

Gabriel Attal ha definito Marine Le Pen ‘lo schermo di fumo Jordan Bardella’.

Marine Tondelier ha risposto a una giornalista che cercava di interromperla, dicendo ‘Sto parlando per due, ho più tempo’.

Bruno Retailleau ha criticato la politica fiscale, definendola ‘una punizione fiscale’.

Marine Le Pen ha commentato la prestazione di Retailleau, dicendo ‘So che alcuni sanno che non saranno candidati per molto tempo, ma da lì a sviluppare il loro programma… potrebbero rispondere alle domande’.

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