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Effetto coronavirus: previsto forte calo delle assunzioni nel terzo trimestre 2020

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Dai risultati di un’indagine emerge il dato più negativo degli ultimi sei anni: la ristorazione è il settore più colpito, solo il Nord Est in controtendenza.

effetto coronavirus assunzioni
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L’onda lunga del coronavirus si farà sentire ancora per tre mesi nel mondo del lavoro. Ne sono convinti i datori di lavoro italiani, che prevedono un deciso cambio di rotta per quanto riguarda le assunzioni tra luglio e settembre. Secondo l’indagine “Previsioni sull’occupazione in Italia” promossa da ManpowerGroup e relativa al terzo trimestre del 2020, il 14% dei 551 datori di lavoro intervistati si aspetta un calo delle assunzioni, a fronte di un 11% che invece conta di aumentare il proprio organico.

Tolto il 66% delle aziende che non prevede variazioni sostanziali e considerando gli aggiustamenti stagionali, la previsione netta sull’occupazione (questo l’indice usato per lo studio) si attesta a -5%. Un dato che racconta la prospettiva di assunzione più debole degli ultimi sei anni, in calo addirittura del 13% rispetto al trimestre precedente e del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

La nuova normalità segnerà comunque un cambio di passo nel mondo del lavoro e secondo Barberis “la possibilità di ricorrere maggiormente alla flessibilità sarà certamente fondamentale per far fronte alla necessità di inserire profili di cui le aziende avranno bisogno e che non riescono a trovare sul mercato.

In questo le agenzie possono giocare un ruolo decisivo, garantendo forme contrattuali tutelanti per il lavoratore, più welfare aggiuntivo e formazione finalizzata”.

Effetto coronavirus: i luoghi più colpiti

Per l’indagine, il mercato del lavoro più colpito sarà quello del Sud e delle isole, dove le prospettive di occupazione netta registrano un -10%. Anche il Nord-Ovest e il Centro prevedono un andamento negativo delle assunzioni (-3% e -2%). In controtendenza invece il Nord-Est, che si aspetta di aumentare il numero dei propri dipendenti, anche se con una percentuale limitata (1%) e comunque in netta diminuzione rispetto a un anno fa (-12%).

Dallo studio emergono inoltre differenze in base alle dimensioni delle aziende e ai settori. Se per il prossimo trimestre i datori di lavoro di tutte le aziende prevedono un calo del numero degli occupati, sono le grandi e micro imprese quelle più in difficoltà: in entrambe la previsione di occupazione si ferma a -5%, che per le prime significa un calo drastico del 30% rispetto al periodo tra aprile e maggio.

I settori più colpiti

Per quanto riguarda i settori, il più colpito si conferma essere quello dei ristoranti e degli alberghi, che attendono un ulteriore calo delle assunzioni nei prossimi mesi (-25%). Seguono la finanza e i servizi alle imprese (-12%), il commercio all’ingrosso e al dettaglio (-4%) e il settore edile (-3%). L’unico settore positivo sui sette esaminati è quello dell’altra industria, che comprende il minerario, l’agricoltura, la caccia, la pesca e forestale, l’elettricità, gas e acqua, e che prevede un aumento dei posti di lavoro del 6%.

Numeri che vengono confermati anche a livello globale. Una più ampia ricerca, che ha coinvolto 43 Paesi e oltre 43mila datori di lavoro, rivela infatti che le aziende di 35 Stati prevedono una riduzione dell’organico. Nella regione Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) sono 24 su 26 i Paesi dove i datori di lavoro prefigurano tagli del personale, ad eccezione di Croazia e Germania.

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