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Emergenza migranti, Gentiloni alla Ue: “Bisogna seguire strategia comune”. con la strategia comune, cosa cambia per l’ Italia?

naufragio

L’ ennesima riunione tra i quattro capi di stato europei più rappresentativi, si è svolta ieri a Parigi, portando Gentiloni e Macron a concordare una strategia comune per controllare l’ immigrazione.

Dopo lo schiaffo che a luglio, la Francia, e Macron, avevano dato all’ Italia, sempre in tema di migranti, sembra tornato il sereno tra i due capi di stato, arrivando a proporre una strategia comune per fronteggiare l’emergenza in Libia.

Oggi sembrerebbe che il governo francese abbia capito che il problema della immigrazione riguardi tutta l’Europa, e non solo il nostro paese, arrivando a condividere un piano di azione comune per arginare la tratta di essere umani.

Quindi, come già aveva annunciato Macron nel mese di Luglio, i migranti saranno identificati nei loro paesi di origine, attraverso l’invio di militari, in supporto alle forze dell’ordine locali.

Anche la Germania e la Spagna sembrano propensi ad allinearsi alle direttive scaturite da questa riunione, puntualizzando, però, che il problema non può essere risolto dall’ oggi al domani, e che quindi richiede tempo.

Quasi a voler sottolineare che ancora per un po’ le cose devono andare così come stanno andando ora.

Infatti Angela Merkel qualche giorno fa ha dichiarato che vanno supportati gli stati meridionali dell’ Europa, citando Italia e Grecia, mentre la voce di Rajoy non si è sentita.

A questo proposito è doveroso ricordare che già qualche tempo fa, la comunità europea ha elargito sei miliardi di euro alla Turchia per arginare il flusso migratorio che dal nord Africa e dai paesi dell’ est, entrava in Europa attraverso la rotta balcanica.

Ma a ben guardare cosa scaturisce dall’ incontro di Parigi?

Ciò che il premier Gentiloni ha portato sul tavolo di Parigi, è il piano messo a punto dal titolare del Viminale Marco Minniti.

Tale piano sembra abbia riscosso l’ approvazione di tutti i capi di stato impegnati a trovare una soluzione a questa spinosa emergenza.

Ma se ciò che il documento elaborato dal ministro degli interni italiano, e proposto da Gentiloni, è lo stesso che ha proposto alle ONG, viene ovviamente da chiedersi cosa cambia per il nostro paese.

Tranne che si è deciso di identificare i migranti al di là del Mediterraneo, non cambia nulla!

Le ONG continueranno a lucrare nei trasbordi di esseri umani, la criminalità organizzata continuerà a fare guadagni organizzando viaggi con carrette del mare e a sfruttare i migranti stessi, una volta giunti in Italia, in lavori a nero e sottopagati.

E quindi avremo sempre i migranti che continueranno ad arrivare per lo più in Italia, continuando a contravvenire agli accordi di Dublino, come avviene da luglio 2014 con l’accordo voluto dall’ allora premier Renzi, come esposto dal ministro degli esteri del governo Letta, Emma Bonino, con buona pace di tutti le riunioni e di tutte le dichiarazioni di solidarietà pronunciate da capi stranieri.

Ma se la strategia comune che si sono impegnati ad attuare è quella di coadiuvare le navi italiane e delle ONG a trasportare altri migranti, vuol dire che non cambia nulla, e noi italiani dovremo continuare ad ospitare.

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