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California, Governatore annuncia moratoria sulla pena di morte

Con una moratoria, il governatore della California sospende l'esecuzione di 737 detenuti in attesa dell'iniezione letale.

Il Governatore della California Gavin Newsom ha annunciato la firma di un ordine esecutivo con il quale verrà stabilita una moratoria sulla pena di morte nel Golden State. La notizia è stata inizialmente diffusa da Nbc Los Angeles e poi confermata dallo staff del Governatore. Bloccate, quindi, le esecuzioni delle 737 persone condannate a morte attualmente presenti nel sistema carcerario nazionale.

La pena di morte “Un fallimento”

Nella nota diffusa da Newsom si legge che “La pena di morte così come prevista dal nostro ordinamento è stata – sotto ogni punto di vista – un fallimento. Essa ha discriminato tra colpevoli con problemi psichiatrici, tra neri e bianchi, o chiunque non fosse in grado di permettersi una rappresentanza legale decente”. Secondo il Governatore, inoltre, la pena di morte “non ha prodotto alcun beneficio alla sicurezza, né è servito come deterrenza.

Inoltre, si tratterebbe di “un sistema il cui mantenimento è costato milioni di dollari dei contribuenti californiani”. “Ma sopratutto” – prosegue il governatore – “la pena di morte è assoluta. Irreversibile ed irreparabile nel caso di errore umano”.

Le critiche trovano conferma nei dati diffusi dalla polizia, secondo la quale 6 condannati a morte su 10 sono afroamericani. E in almeno cinque casi si è arrivati a stabilire l’innocenza di persone condannate a morte sulla base di elementi poi rivelatisi falsi.

La decisione del Governatore porterà, ora, alla chiusura immediata della camera delle esecuzioni della prigione di San Quintino e alla sospensione del protocollo statale delle iniezioni letali. Una decisione che non porterà alla modifica di alcuna sentenza passata in giudicato, né porterà al rilascio di alcun prigioniero attualmente detenuto nel braccio della morte.

Le esecuzioni sospese dal 2006

L’attività del boia, almeno in California, è comunque sospesa dal 2006.

Da quell’anno, con il ricorso presentato da un condannato nei confronti del protocollo statale dell’iniezione letale, si è arrivati all’apertura di un processo di revisione del sistema. Si giunge, di conseguenza, alla sospensione delle esecuzioni. La chiusura graduale di tale procedimento, secondo il governatore, avrebbe infine rimesso in moto la macchina delle esecuzioni, il tutto in uno dei primi stati per numero di prigionieri detenuti nel braccio della morte. Considerando l’intera popolazione carceraria statunitense, infatti, tra i prigionieri in attesa della pena di morte, uno su quattro è detenuto nel Golden State.

Un riavvio delle esecuzioni fortemente osteggiato da Newsom, che della lotta alla pena di morte ha fatto già in passato uno dei suoi cavalli di battaglia.

Egli ha quindi deciso di agire, trovandosi di fronte alla possibilità di vedere mandati a morte 25 detenuti, i cui gradi di giudizio sono esauriti.

Dura reazione di Trump

La scelta del Governatore californiano,viene fortemente criticata dal Presidente Trump, che su Twitter scrive: “Con una mossa di sfida degli elettori, Newsom bloccherà l’esecuzione della pena di morte comminata a 737 assassini a sangue freddo”. Chiamati ad esprimersi sul mantenimento o meno della pena di morte una prima volta nel 2006 e nel 2016, gli elettori californiani avevano in effetti scelto di mantenere la possibilità di ricorrere agli omicidi di stato.


La pena di morte negli States

Una pratica, la pena di morte, verso la quale però, sempre più persone, mostrano una certa freddezza. Sono infatti ormai 20 gli stati membri della federazione che a vario titolo hanno abolito la pena di morte. Un processo che, nella decisione presa dal governatore, sembra trovare ora una sua ennesima tappa.

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