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Coronavirus, ristoratrice italiana a Wuhan: “È tutto chiuso, è una città fantasma”

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Il racconto di un'italiana in Cina è agghiacciante: Wuhan è diventata una città fantasma dopo lo scoppio dell'epidemia di coronavirus.

coronavirus wuhan italiana
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Roberta Menin è una ristoratrice italiana che si trova a Wuhan: a Mattino Cinque ha raccontato cosa sta accadendo nella cittadina cinese a causa del coronavirus. Nei gironi scorsi, una studentessa di 24 anni aveva raccontato la sua versione: la ragazza era bloccata nella quarantena di Wuhan, centro dell’epidemia del virus.

Sono immagini di una “città fantasma”, dove tutti i negozi sono chiusi e le persone, le poche che girano, indossano la mascherina. “Mai vista una cosa così: nemmeno con la Sars”, ha confessato Roberta.

Coronavirus, storia di un’italiana a Wuhan

La situazione a Wuhan è drammatica: il trasporto è stato sospeso, la città è isolata. A causa del coronavirus, infatti, la zona è diventata un deserto: le persone rimangono chiuse in casa, non vanno più al lavoro ed evitano qualsiasi contatto. “Il centro è stato diviso in tre zone e sono stati chiusi i tunnel in modo che la gente non passi da una parte all’altra”. Roberta Menin è una ristoratrice italiana che ha raccontato a Mattino Cinque il dramma che sta vivendo a Wuhan dopo lo scoppio dell’epidemia di coronavirus.

“È tutto chiuso: mai vista una cosa così, neanche per la Sars. Speriamo che passi in fretta”. Non ci sono auto, le persone non camminano, non ci sono taxi: “In Cina è stranissimo”. Roberta la definisce “città fantasma”.

“Chi ha vissuto la Sars nel 2003 non ha mai visto misure del genere – ha proseguito la donna -. Ma questo è positivo perché significa che il governo sta agendo e noi ci fidiamo“. Le autorità cinesi, infatti, hanno annunciato che a febbraio dovrebbe sorgere il nuovo ospedale per accogliere le vittime colpite dal coronavirus, mentre il bilancio delle vittime e dei contagi continua ad aggravarsi.

“Ho una bimba di venti mesi: le preoccupazioni ci sono – ha detto ancora Roberta -. Abbiamo visto che il Governo ha preso fin da subito delle misure straordinarie”. Quando la conduttrice chiede se ha paura, la donna risponde: “Siamo un po’ tutti preoccupati”.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Sergio

Una cosa che si cerca di far passare inosservata è che Wuhan è sede di un BSL 4 (vedi Wikipedia). Ridicolo parlare di polli e serpenti. Come dire che il disastro di Chernobil fu provocato da una signora che accese il microonde e la lavatrice contemporaneamente


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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