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Ritardi consegne dei vaccini, Ue valuta sequestro di dosi a case farmaceutiche

"Pronti a sequestrare dosi dei vaccini", ha detto Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione Ue.

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La consegna delle dosi dei vaccini contro il Covid-19 ha più volte subito dei ritardi nei mesi scorsi, in Italia e non solo. La Commissione dell’Unione Europea per questa ragione ha annunciato che nel caso in cui ciò dovesse accadere ancora provvederà a sequestrare i sieri non consegnati alle case farmaceutiche.

L’annuncio dell’Ue

Non penso che sarà necessario, ma se saremo costretti a farlo lo faremo. In situazioni di crisi assolute come quella attuale si commettono dappertutto errori e c’è sempre spazio per imparare e migliorare. Ora la priorità assoluta è far arrivare più velocemente possibile i vaccini alla popolazione. Dopo analizzeremo che cosa è successo, che cosa abbiamo fatto noi, i governi e l’industria“. Lo ha detto Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione Ue, in un’intervista alla Repubblica, in relazione al diritto di sequestrare le dosi di vaccino delle case farmaceutiche che non consegnano previsto nell’articolo 122 del Trattato.

Nell’occhio del ciclone, in particolare, in questo momento c’è AstraZeneca, che ha ricevuto una lettera di messa in mora da Bruxelles. “Se non rispettano gli impegni previsti dal contratto dobbiamo agire ed è esattamente quello che stiamo facendo. Sarebbe un nostro diritto, tutti gli strumenti sono sul tavolo ma il lavoro del mio collega Thierry Breton sta andando molto bene e vedo un cambiamento da parte dell’industria quindi non penso che sarà necessario.

In caso contrario, se costretti a farlo, lo faremo“, ha detto.

L’Europa – ha concluso Frans Timmermans esporta più di tutti al mondo, ma chiediamo reciprocità ed equilibrio: chi produce vaccini deve anche esportarli, non solo prendersi i nostri. Così come non ha senso esportare verso nazioni che hanno un livello di immunizzati più alto del nostro, come Israele“.

Le intenzioni di Draghi e Merkel

Frans Timmermans non si è detto pentito della volontà di instaurare contratti europei con le case farmaceutiche: “La scelta è stata giusta, altrimenti oggi i partner Ue meno forti non avrebbero fiale“. Italia Germania hanno tuttavia già annunciato che in caso di ulteriori problemi provvederanno in modo autonomo al reperimento di altri vaccini.

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