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Franco Bernabei: l'enologo che ha reso famoso il Sangiovese nel mondo

Franco Bernabei: l'enologo che ha reso famoso il Sangiovese nel mondo

Franco Bernabei, l'enologo che ha reso famoso il Sangiovese, è scomparso a 73 anni. Scopri come ha rivoluzionato il vino toscano e lasciato un'eredità indelebile

Il mondo del vino piange la scomparsa di Franco Bernabei, un nome che ha segnato un’epoca. Nato ad Abano Terme nel 1953, Bernabei ha dedicato la sua vita a comprendere e valorizzare il Sangiovese il vitigno simbolo della Toscana. La sua morte, avvenuta il 2 luglio 2026, lascia un vuoto incolmabile nel settore enologico.

Bernabei non era toscano, ma ha scelto di fare della Toscana la sua terra d’adozione. Dopo la laurea in Viticoltura ed Enologia all’Università di Padova si è trasferito in Toscana nel 1974, una decisione che avrebbe cambiato per sempre il corso della sua vita e dell’enologia italiana.

La rivoluzione del Sangiovese

Franco Bernabei è stato un pioniere nel comprendere e valorizzare il Sangiovese un vitigno difficile e esigente. La sua filosofia era semplice ma rivoluzionaria: ascoltare il territorio e rispettare le caratteristiche uniche di ogni vigneto. Questo approccio ha portato alla creazione di vini iconici come il Flaccianello della Pieve di Fontodi il Fontalloro di Fèlsina e il Vigneto Bucerchiale di Selvapiana.

Bernabei ha sempre evitato di imporre uno stile riconoscibile a tutti i costi. Per lui, la tecnica era uno strumento, non il fine. La sua capacità di leggere le infinite sfumature del Sangiovese con rispetto e intelligenza lo ha reso un punto di riferimento assoluto per questo vitigno.

Le etichette leggendarie

Tra le etichette che portano la firma di Bernabei, spiccano il Flaccianello della Pieve di Fontodi il Fontalloro di Fèlsina e il Vigneto Bucerchiale di Selvapiana. Questi vini non solo hanno segnato la storia dell’enologia italiana, ma hanno anche contribuito all’affermazione internazionale dei Supertuscan.

Il Flaccianello della Pieve di Fontodi in particolare, ha reso celebre la Conca d’Oro di Panzano mentre il Fontalloro di Fèlsina ha festeggiato di recente la sua quarantesima annata. Questi vini rappresentano punti di riferimento per chi ama il Sangiovese e la Toscana.

Un’eredità che continua

Nel 1993, Bernabei ha fondato insieme alla moglie Daniela il laboratorio di consulenza enologica Enoproject a Greve in Chianti. Oggi, il laboratorio è guidato dai suoi figli Marco e Matteo, entrambi enologi affermati, a testimonianza di una tradizione familiare destinata a proseguire.

La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione nel mondo del vino. Assoenologi attraverso il presidente Riccardo Cotarella, ha espresso il proprio cordoglio ricordandone l’autorevolezza e lo straordinario contributo tecnico offerto all’enologia nazionale.

Numerosi anche i messaggi di ricordo da parte di critici, produttori e colleghi. Marco Sabellico lo ha definito “il fuoriclasse dietro alcuni dei vini più importanti d’Italia”, mentre Daniele Cernilli ne ha sottolineato “competenza, visione e discrezione”. Leonardo Romanelli ha voluto ricordarne soprattutto le qualità umane: “Avevi sempre l’entusiasmo di un giovane, la voglia di confrontarti e capire, uno stile che ti ha reso unico”.

Commosso anche il ricordo di Giovanni Manetti, presidente del Consorzio Vino Chianti Classico e titolare di Fontodi“Per me un carissimo amico con cui ho collaborato per oltre 45 anni e che ha contribuito in modo significativo alla crescita e al successo di Fontodi”.

I funerali saranno celebrati lunedì 6 luglio alle ore 15.30 nella chiesa di Santa Croce a Greve in Chianti dove amici, colleghi e appassionati potranno dare l’ultimo saluto a uno dei grandi protagonisti dell’enologia italiana.

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