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Funivia Stresa-Mottarone, il legale di Tadini chiede la perizia su freni e fune

Il capo servizio della funivia, Gabriele Tadini, chiede incidente probatorio per "evitare l'eventuale compromissione della formazione della prova".

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Quattordici persone hanno perso la vita nella tragedia della funivia Stresa-Mottarone. Per non rinunciare a una giornata di incassi si è preferito non chiudere l’impianto. Complice la bella stagione e le riaperture della zona gialla, moltissime persone hanno ammirato quello scorcio incantevole del lago Maggiore, rischiando la vita a ogni corsa verso il Mottarone Si è preferita la mancata manutenzione, sebbene i problemi fossero evidenti.

L’abbraccio vitale e avvolgente del papà di Eitan lo ha salvato e ora l’Italia intera si stringe a lui, che finalmente sta meglio. Ma fatica a placarsi la rabbia per l’ingiustizia che ha portato alla morte le altre quattordici persone presenti nella cabina precipitata. Il capo servizio della funivia Stresa-Mottarone, Gabriele Tadini, è agli arresti domiciliari e tramite il suo avvocato chiede una perizia su fune, impianto frenante e centralina dello stesso impianto.

Funivia Stresa-Mottarone, Tadini chiede la perizia su freni, fune e centralina dell’impianto

La Procura di Verbania ha parlato di “sconsiderata condotta e spregio delle regole di sicurezza”. Intanto il capo servizio della funivia, Gabriele Tadini, chiede al gip Donatella Banci Buonamici un incidente probatorio sulla fune, sull’impianto frenante e sulla centralina per accertare le cause dell’accaduto.

Attraverso l’avvocato Marcello Perillo, Tadini chiede una perizia “al fine di evitare l’eventuale compromissione della formazione della prova.

Funivia Stresa-Mottarone, Tadini chiede la perizia: i motivi

Negli oltre dieci giorni trascorsi dalla tragedia del Mottarone, sono entrate in diretto contatto con la carcassa della funivia e con i rottami anche persone non direttamente coinvolte con le indagini, avendo il caso una ripercussione mediatica evidente ed essendo un luogo posto all’aperto e sottoposto agli agenti atmosferici, dichiara il legale di Tadini.

Il capo servizio della funivia del Mottarone chiede la perizia sulla fune, “in particolare la tipologia e le cause del cedimento della fune traente, causa primaria della caduta della funivia”, ma anche una “perizia sull’impianto frenante e sulla centralina dello stesso, nonché sulle cause del mancato azionamento dello stesso”.

Funivia Stresa-Mottarone, Tadini vuole la perizia: le parole del suo avvocato

Nella richiesta di Tadini e del suo difensore, tali elementi vengono definiti “determinanti per pervenire alla decisione dibattimentale, in quanto serviranno a definire il determinismo casuale dell’evento”.

Il luogo in cui si trova la cabina e la deperibilità degli elementi impongono di intervenire con rapidità e senza aspettare l’eventuale processo, sottolinea l’avvocato di Tadini. Agire tempestivamente per il legale Perillo è importante , in quanto le “modificazioni che potrebbero intervenire sulla prova da assumere determinerebbero l’impossibilità materiale di compiere l’atto stesso o ne potrebbe derivare un’alterazione tale per cui possa ritenersi pregiudicato il risultato delle operazioni”.

Dopo le considerazioni della Procura, sarà il gip a sbilanciarsi sulla richiesta avanzata da Tadini. Il suo consulente tecnico, l’ingegnere Andrea Gruttadauria, sostiene che “tale degrado, associabile a fenomeni corrosivi, implica dissoluzione chimica di tali superfici, formazione di prodotti di corrosione con conseguente modifica della morfologia delle superfici di frattura e quindi perdita di dettagli utili alla comprensione del cedimento. Questo può rendere quindi difficoltoso la determinazione delle reali cause del cedimento della fune”.

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