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Giornata mondiale contro le droghe: il Presidente onora il lavoro delle comunità terapeutiche

Giornata mondiale contro le droghe: il Presidente onora il lavoro delle comunità terapeutiche

Il Presidente della Repubblica ha incontrato rappresentanti delle comunità terapeutiche, sottolineando l'importanza del loro impegno nel recupero delle persone con dipendenze.

In un momento di riflessione globale sul fenomeno delle dipendenze, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto di mettere in luce il valore del recupero e della riabilitazione delle persone con dipendenze. In occasione della Giornata mondiale contro le droghe il Quirinale ha ospitato una cerimonia significativa, durante la quale sono stati celebrati i risultati raggiunti dalle comunità terapeutiche italiane.

Un modello italiano di successo

Il Presidente Mattarella ha espresso un ringraziamento convinto e altissimo a tutti coloro che operano nelle comunità, nelle strutture pubbliche e nella ricerca. “Il recupero e il ritrovamento della vita e del futuro di una quantità di giovani, grazie al lavoro di comunità, strutture e tanti volontari, è un patrimonio che arricchisce il nostro Paese”, ha dichiarato Mattarella.

Questo riconoscimento sottolinea l’importanza di un approccio integrale che va oltre la semplice cura medica, puntando sul riscatto personale e la ricostruzione della vita.

Dati preoccupanti e impegno corale

Il sottosegretario Alfredo Mantovano ha evidenziato dati preoccupanti: “Un giovane su 4 nella fascia di età tra i 15 e i 19 anni dichiara di aver fatto uso di stupefacenti almeno una volta nell’ultimo anno”.

Di fronte a queste cifre, Mattarella ha sottolineato la necessità di uno sforzo corale del Paese, coinvolgendo istituzioni, società civile e privati. “Il pericolo è talmente grande che richiede un impegno condiviso”, ha affermato il Presidente.

Testimonianze di speranza e cambiamento

Tra i momenti più toccanti della cerimonia, le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona il percorso di recupero. Marco Dalfovo, ex ospite della Comunità San Patrignano ha raccontato il suo viaggio di crescita: “Avevo solo 17 anni e mi sentivo perso. Grazie agli educatori e alle opportunità offerte dalla comunità, ho ripreso gli studi, conseguito un diploma e poi una laurea in Chimica Industriale”. Oggi, Dalfovo è responsabile commerciale in un’azienda, un esempio concreto di come il recupero possa aprire nuove prospettive.

Altre testimonianze hanno confermato l’efficacia del modello italiano, che punta sulla vicinanza umana lo studio il lavoro e lo sport come strumenti di riscatto. Luciano Giammarino, operatore della Comunità “Nuovi orizzonti”, ha sottolineato l’importanza di un approccio che non si limita alla medicalizzazione, ma mira al recupero integrale della persona.

Un riconoscimento internazionale

Il modello italiano di recupero dalle dipendenze sta attirando l’attenzione anche all’estero. La capacità di fare squadra a tutti i livelli e l’impegno costante delle comunità terapeutiche sono elementi che rendono questo approccio unico. Mattarella ha ringraziato il sottosegretario Mantovano per il suo ruolo propulsivo nel coordinamento e nel raccordo delle attività, sottolineando l’importanza di questo fronte per il futuro del Paese.

In un mondo sempre più complesso, il messaggio di speranza e di impegno condiviso lanciato dal Presidente Mattarella rappresenta un faro di luce. Il recupero dalle dipendenze non è solo una sfida individuale, ma una responsabilità collettiva che richiede l’impegno di tutti per costruire un futuro migliore.

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