Nel giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina, torna a riunirsi la Coalizione dei Volenterosi con un vertice dedicato al sostegno della guerra a Kiev e alle prospettive di pace, mentre sul terreno proseguono raid e attacchi con droni tra Russia e Ucraina.
Raid tra Russia e Ucraina, vittime civili e Mosca testa la capacità di mobilitazione
Il vertice si svolge mentre sul terreno continuano gli attacchi da entrambe le parti.
A Krasnodar, nel sud della Russia, i detriti di droni ucraini abbattuti durante la notte hanno colpito un centro privato per l’infanzia, provocando la morte di due bambini e il ferimento di altre nove persone, tra cui sette minori, secondo le autorità locali. Le forze ucraine avrebbero inoltre preso di mira diversi siti logistici russi: per la terza notte consecutiva sarebbero stati colpiti tre centri riconducibili al colosso dell’e-commerce Ozon, con incendi segnalati nell’area di Enem, a Nevinnomyssk e a Tyube, in Daghestan.
Il governatore del Territorio di Stavropol, Vladimir Vladimirov, ha confermato un attacco contro la zona industriale di Nevinnomyssk: «Le nostre forze di difesa aerea stanno respingendo un attacco di droni nemici diretti alla zona industriale di Nevinnomyssk. Alcuni droni sono stati abbattuti».
Segnalati attacchi anche nella Crimea occupata, dove sarebbe divampato un incendio nei pressi di un’unità radar.
Sul versante ucraino, almeno cinque persone sono morte nella regione di Kharkiv: due in un raid contro infrastrutture ferroviarie nel distretto di Lozova, dove sono rimaste ferite altre cinque persone e una bambina di 11 anni è in gravi condizioni, e altre tre in un secondo attacco alla periferia del capoluogo.
Colpita anche Konotop, nella regione di Sumy, dove un raid contro un deposito di autobus ha lasciato gran parte della città senza gas. Secondo la commissione Onu che indaga sull’impatto del conflitto sui civili, nel solo mese di luglio sono morte 437 persone, il dato mensile più alto dal maggio 2022. Parallelamente, secondo il Wall Street Journal, la Russia starebbe conducendo esercitazioni su scala nazionale per verificare la capacità delle strutture militari di affrontare un’eventuale nuova mobilitazione. A luglio una simulazione a Kaliningrad avrebbe riguardato anche l’alloggio, il sostentamento e l’equipaggiamento delle nuove reclute.
Il Cremlino non avrebbe ancora preso una decisione definitiva e potrebbe attendere le elezioni parlamentari di fine settembre, anche alla luce delle difficoltà nel reclutamento e dell’obiettivo di Vladimir Putin di conquistare l’intero Donbass. Una nuova mobilitazione potrebbe avere effetti soprattutto sulla campagna militare del 2027, mentre sulle valutazioni di Mosca continua a pesare il precedente del 2022, quando la chiamata alle armi provocò una consistente ondata di partenze dal Paese.
Vertice sull’Ucraina, i Volenterosi si riuniscono a Kiev: cosa succederà
Nel giorno del 35esimo anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina, Kiev torna al centro della diplomazia internazionale con una nuova riunione della Coalizione dei Volenterosi, organizzata in formato ibrido tra presenze nella capitale e collegamenti da remoto. Al vertice prenderà parte anche la premier italiana Giorgia Meloni. Nella capitale ucraina è atteso inoltre il primo ministro britannico Andy Burnham, alla sua prima missione internazionale dall’insediamento di fine luglio. Il leader laburista dovrebbe copresiedere l’incontro e confermare il sostegno di Londra a Kiev. «In questo 35mo anniversario dell’indipendenza, il popolo ucraino non deve avere dubbi: il Regno Unito è al vostro fianco oggi e lo rimarrà finché sarà necessario», ha dichiarato Burnham, ribadendo l’obiettivo di arrivare a una «pace giusta e duratura».
Londra dovrebbe inoltre autorizzare Mbda a condividere informazioni classificate sui componenti britannici dei missili a lungo raggio Scalp, versione francese degli Storm Shadow, per permettere a Francia e Ucraina di accelerarne l’assemblaggio sul territorio ucraino. La visita arriva poche settimane dopo quella di Volodymyr Zelensky a Londra, quando era stata annunciata anche la condivisione della proprietà intellettuale di un sistema di disturbo destinato a eludere le difese aeree russe. Dall’inizio dell’invasione del 2022, il Regno Unito ha mobilitato circa 25 miliardi di sterline, di cui 16 miliardi in aiuti militari. Sul fronte diplomatico, intanto, è atteso oggi a Mosca monsignor Paul Richard Gallagher, inviato di papa Leone XIV.
