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I casi di doping nello sport
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I casi di doping nello sport

Per doping si intende l’assunzione di sostanze stimolanti vietate, e l’utilizzo di pratiche illecite, per ottenere risultati sportivi migliori a quelli fisiologici. Il doping si sta diffondendo molto rapidamente anche tra atleti non professionisti e semplicemente in palestra. È necessario evidenziare che l’integratore non è una sostanza illecita, in quanto è costituito da sostanze che hanno lo scopo di integrare le sostanze presenti nel nostro corpo. La prima assunzione di sostanze illecite risale al 1889 negli Stati Uniti quando ai cavalli da corsa venivano somministrate miscele di oppio e narcotici. Il primo caso di morte risale al 1886 a un ciclista, Arthur Lingon; morto per overdose da droga. In seguito alla seconda guerra mondiale sempre più atleti si ammalarono a causa dell’assunzione di sostanze illecite. Durante le olimpiadi di Helsinki nel 1952 molti atleti si ammalarono per eccesso di anfetamina; durante le olimpiadi di Roma nel 1960, dei ciclisti danesi ebbero un collasso, derivato da eccesso di anfetamina e acido nicotico.

Era il settembre del 1988, quando il corridore canadese Ben Johnson vinceva la finale dei centro metri piani, stabilendo il nuovo record mondiale, avendo percorso la distanza in questione in nove secondi e settantanove centesimi. Soltanto tre giorni dopo, in seguito ai test effettuati dal comitato olimpico internazionale, l’atleta veniva squalificato per aver violato le norme antidoping, e la sua vittoria annullata. Nel gennaio 2002, la sentenza di primo grado del processo penale per doping che coinvolge la Juventus, condannava a un anno e due mesi il medico sociale del prestigioso club italiano, per “frode sportiva e somministrazione di farmaci in modo pericoloso per la salute”. In quel processo furono ascoltati in qualità di testimoni, alcuni tra i più importanti campioni del calcio internazionale degli ultimi venti anni. Ancora, maggio 2006: la polizia spagnola arresta il medico spagnolo Eufemiano Fuentes, dopo aver ritrovato nella sua clinica cento sacche di sangue, steroidi anabolizzanti, e macchine per eseguire trasfusioni.

Il materiale, secondo i verbali, sarebbe stato utilizzato per una serie di emotrasfusioni capaci di falsare il risultato sportivo di alcuni ciclisti tra i più importanti del panorama mondiale.

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