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La NASA scopre 80 nuovi pianeti

Un nuovo metodo di analisi finalizzato dal MIT di Boston promette di velocizzare di molto l'analisi delle caratteristiche dei pianeti più lontani.

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Gli scienziati del MIT e di altri cerchi di ricerca hanno scoperto un discreto numero di nuovi pianeti. La scoperta è stata effettuata analizzando i dati del progetto K2, prosecuzione della missione Kepler Space Telescope della NASA.

Lo studio della NASA

Gli scienziati della Nasa hanno trovato, osservando più di 50000 sistemi solari, ben 80 nuovi pianeti. È questo il risultato di una pubblicazione che appare in questi giorni sul “The Astronomical Journal”. In particolare si rileva la presenza di un pianeta orbitante intorno alla stella HD 73344. Questo risulta essere il pianeta più luminoso mai osservato. Il “nuovo mondo” scoperto non appare essere un granché ospitale: orbita intorno alla sua stella ogni 15 giorni, si stima che la sua dimensione sia circa 2.5 volte la dimensione della Terra, e che abbia una massa di 10 volte superiore.

Ma sopratutto è estremamente caldo. Gli scienziati affermano che la temperatura al suolo può variare dai 1200 ai 1300 gradi Celsius. Questo è più o meno la stessa temperatura che sulla terra troveremmo nel cuore di un vulcano.

Una piccola versione di Nettuno

Lo riteniamo essere molto probabilmente una più piccola versione di Urano o Nettuno, solo molto più calda” dice IAN Crossfield, assistente professore di fisica del MIT, che ha condotto lo studio in associazione a Liang Yu, studente del prestigioso istituto.

Bisogna dire che le estreme condizioni che ci sono sul pianeta non rappresentano un problema per gli scienziati. Questi infatti – almeno per il momento – non hanno la minima intenzione di avvicinarcisi.

L’obiettivo della ricerca

Innanzitutto perché – oltre ad avere quello che possiamo definire un pessimo clima per le vacanze – il pianeta risulta essere a circa 35 Parsec di distanza dal pianeta Azzurro, ossia circa 114 anni luce. Ma sopratutto perché l’obiettivo della ricerca riguarda studio e composizione atmosferica di corpi celesti molto distanti.

Studi che potranno aiutarci a capire qualcosa di più sulla composizione dell’universo oltre a darci la possibilità di studiare dalla distanza i pianeti, le loro atmosfere, e le loro caratteristiche. Quindi sono l’estrema luminosità del pianeta scoperto, la sua relativa vicinanza o la Terra, e il fatto che orbiti intorno ad una stella particolarmente luminosa a renderlo – al meno agli occhi dei ricercatori – un candidato ideale.

La nuova metodologia di analisi con cui questo studio è stato effettuato è notevole perché veloce. I ricercatori sono infatti stati capaci di usare degli strumenti già sviluppati dal MIT per analizzare rapidamente i dati relativi all’intensità luminosa di ognuna delle 50000 stelle analizzate dal K2. Hanno inoltre diffuso le informazioni ottenute alla comunità degli astronomi solamente una settimana dopo. Una analisi di questo tipo finora avrebbe impiegato se non un anno, almeno diversi mesi.

Uno studio orientato al futuro

Un metodo di analisi che diventerà fondamentale nel momento in cui gli scienziati inizieranno a ricevere i dati dal nuovo programma TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite) della NASA, destinato alla ricerca di nuovi mondi nascosti tra le stelle più prossime a noi, e avranno bisogno di un metodo di analisi che permetta una veloce analisi e diffusione dei dati, in modo da poter dare alla comunità astronomica la possibilità di sapere dove e quando osservare con un maggiore grado di precisione.

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