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Omicidio di Fabio Colapietro a Torino: fermati un 26enne, una docente e una 22enne

Omicidio di Fabio Colapietro a Torino: fermati un 26enne, una docente e una 22enne

Il cadavere smembrato e nascosto tra sacchi neri e secchi di cemento: gli investigatori ricostruiscono l'omicidio di Fabio Colapietro a Torino.

In queste ore l’udienza di convalida dei tre fermi nell’inchiesta sulla morte di Fabio Colapietro, 39 anni, il cui cadavere è stato trovato smembrato all’interno di un appartamento in via Gulli, nella periferia Nord di Torino. Tra le persone fermate per l’omicidio c’è anche una professoressa di 47 anni, inquilina dell’alloggio, mentre gli investigatori stanno ancora ricostruendo dinamica, responsabilità e possibile movente dell’omicidio.

Omicidio a Torino, il corpo di Fabio Colapietro fatto a pezzi e nascosto nei sacchi

Il corpo dell’uomo è stato scoperto nella serata del 24 settembre all’interno di un appartamento al quarto piano di via Tommaso Gulli 46, nella periferia Nord di Torino, non lontano dal Parco Sempione. I resti della vittima erano stati smembrati e nascosti in parte dentro sacchi neri e in parte in secchi riempiti con cemento a presa rapida.

Nelle vicinanze sarebbero stati rinvenuti anche alcuni coltelli.

Omicidio a Torino, il corpo di Fabio Colapietro fatto a pezzi: le tre persone fermate

Come riportato da Leggo, per il delitto pare sia stato fermato Christian Matheus De Oliveira Morando, 26 anni, originario di Chivasso e di origini brasiliane, gravemente indiziato di omicidio e soppressione di cadavere.

Restano invece da chiarire sia la dinamica esatta del delitto sia il momento e il luogo in cui sarebbe stato commesso, così come il possibile movente.

Inizialmente il giovane avrebbe fatto riferimento a una colluttazione avvenuta durante una rapina o un furto. A far scattare l’intervento delle forze dell’ordine è stata la sua telefonata al 112. La madre, intervenuta durante la conversazione, ha poi raccontato: «venite qua, perché mio figlio ha fatto del male a qualcuno». La donna ha spiegato che il figlio era «molto agitato» e che aveva riferito cose confuse, prima di indicare agli agenti l’indirizzo di via Gulli.

Sempre stando a quanto riportato da Leggo, insieme a De Oliveira Morando pare siano state fermate Nicole Formichetti, insegnante di 47 anni originaria di Rieti, e Keith Butig, 22enne. Per entrambe le ipotesi di reato riguardano il favoreggiamento nei confronti del 26enne e il concorso nella soppressione del cadavere. Formichetti è particolarmente legata all’appartamento di via Gulli perché ne era l’inquilina e proprio nell’alloggio in cui viveva sono stati trovati i resti di Colapietro. Secondo quanto riferito dall’istituto dove insegna, la donna non si sarebbe presentata a scuola dall’inizio del nuovo anno scolastico, spiegando l’assenza con «ragioni personali».

La donna viene descritta come molto riservata rispetto alla propria vita privata e, negli ultimi tempi, «molto solitaria e distaccata». Gli inquirenti stanno infatti ricostruendo chi frequentasse realmente l’alloggio e quale fosse il ruolo dei tre fermati nella vicenda.

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