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Legge sul Fine Vita: i familiari sollecitano il Ministro Speranza

Familiari e attivisti che sulla propria pelle hanno subito la mancanza del testamento biologico hanno inviato una lettera al Ministro Speranza.

Sono saliti a 15 i mesi di ritardo accumulati dal decreto del Ministero della Salute per la creazione della Banca dati nazionale sulle DAT. Secondo la legge di bilancio pluriennale 2018-2020, doveva essere emanato entro il 30 giugno 2018.

I familiari scrivono al Ministro Speranza

Dopo aver diffidato il Ministero della Salute per inadempienza, attraverso un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio (udienza fissata il prossimo 16 dicembre), Associazione Luca Coscioni ha scritto al Ministro Roberto Speranza, con l’auspicio che sani l’inadempienza del Ministero prima dei magistrati.

La lettera porta la firma dei familiari e i parenti degli altri attivisti. Negli anni passati hanno combattuto pagando sulla propria pelle la mancanza di una legge sul fine vita:

Le scriviamo, come già scrivemmo nel dicembre 2018 al Ministro Giulia Grillo, per chiederLe di porre fine alla violazione dei termini per l’attuazione della legge sul Biotestamento, una legge ottenuta grazie a persone che hanno pagato un prezzo personale di sofferenza e che non vogliamo sia oggi in parte vanificata.


Ci riferiamo in particolare ai decreti che il Ministero da Lei guidato era tenuto ad promulgare oltre 17 mesi fa per l’istituzione della Banca dati destinata alla registrazione delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT).
L’utilità di una Banca dati è evidente, perché consentirebbe una raccolta e conservazione affidabile delle DAT su tutto il territorio nazionale. Sono state superate resistenze e boicottaggi da parte di Comuni, Regioni e strutture sanitarie.


La Legge di bilancio pluriennale 2018-2020 ha finanziato con 2 milioni di euro l’istituzione della Banca dati e. All’articolo 1 comma 419, ha previsto che “entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge”, il Ministero della Salute avrebbe dovuto emanare un decreto per stabilire “le modalità di registrazione delle DAT presso la banca dati”. Tale decreto attuativo sarebbe quindi dovuto essere emanato entro il 30 giugno 2018. Ma, di tutta evidenza, tali passaggi non sono stati finora sufficienti ad assicurare il rispetto della legge.

Con queste parole, i familiari e attivisti sperano che il Ministro dia un maggiore ascolto alle loro parole.


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