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Open Arms: il Senato deciderà il 30 luglio 2020 per il processo a Salvini

I membri del Senato saranno chiamati al voto per esprimersi sul via libera al processo a Salvini sul caso Open Arms il 30 luglio 2020.

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Il voto in Senato per l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini sul caso Open Arms avrà luogo giovedì 30 luglio 2020. Lo scorso 26 maggio la Giunta per le immunità aveva votato per non mandare a processo il leader della Lega, che il Tribunale dei ministri di Palermo vorrebbe indagare con l’accusa di sequestro di persona.

In tale occasione 13 componenti votarono a favore e 7 contro la relazione del Presidente Gasparri mentre gli esponenti di Italia Viva avevano optato per non partecipare alla votazione.

“Orgoglioso di quello di ho fatto”

Matteo Salvini si è dichiarato orgoglioso di ciò che ha fatto, pronto a replicarlo non appena “vinceremo le elezioni e torneremo al governo per difendere l’Italia e gli italiani“. Non ha mancato di sottolineare che il voto per l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti avrà luogo mentre le coste italiane sono “prese d’assalto dai clandestini e si segnalano decine di positivi al Covid che scappano dai centri di accoglienza“.

Open Arms: 30 luglio il voto in Senato

Ad esprimersi in modo contrario al processo per l’ex ministro dell’Interno erano stati i cinque senatori della Lega, i quattro di Forza Italia, Alberto Balboni di Fratelli d’Italia, Meinhard Durnwalder delle Autonomie e l’ex grillino Mario Giarrusso. In senso positivo si erano invece pronunciati Anna Rossomando del Partito Democratico, Pietro Grasso di Leu, Gregorio de Falco del Misto e quattro membri del Movimento 5 Stelle.

Il Senato dovrà ora esprimersi in modo definitivo e scegliere se concedere o meno alla magistratura l’avvio delle indagini sull’operato del leader della Lega confermando o bocciando la proposta di diniego avanzata dalla Giunta. Per la conferma c’è bisogno di 161 voti, vale a dire della maggioranza assoluta dell’Assemblea. In caso contrario si considererà respinta.

L’accusa contro Salvini

Il caso riguarda un evento svoltosi quando Salvini ricopriva il ruolo di ministro dell’Interno.

Nell’estate del 2019 aveva infatti tenuto bloccati 150 migranti al largo delle coste italiane nell’attesa che gli stati europei concordassero la ridistribuzione. Tanto è bastato perché il Tribunale lo accusasse di sequestro aggravato di persona.

Si tratta della terza accusa del genere per il senatore leghista. La prima riguardava il caso Diciotti ma in quel caso, essendo ancora al governo, il Senato respinse la richiesta di autorizzazione a procedere. La seconda era invece relativa all’episodio della Gregoretti in cui Palazzo Madama si pronunciò in modo opposto mandando a processo Salvini. La prima udienza, fissata per luglio, è slittata ad ottobre 2020 a causa del coronavirus.

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