I prezzi di diesel e benzina nel nostro paese continuano ad essere fronte di preoccupazione per i cittadini dato che non accennano a fermarsi ma anzi stanno salendo sempre più puntando a riscrivere i record fatti nel passato. In particolare il gasolio versa in una situazione disastrosa in tutto il continente europeo.
Il governo diminuisce lo sconto accise e da ottobre diventeranno mobili
Il Governo Meloni dalla giornata di domani, 26 settembre dimezzerà lo sconto alle accise sul gasolio, passerà infatti da 10 centesimi a 5, portando il prezzo del diesel a crescere notevolmente. Da ottobre poi le accise diventeranno mobili, con timori rispetto all’effettivo effetto sul prezzo alla pompa.
Un rincaro con cui gli italiani stanno facendo i conti da diversi mesi, a partire da marzo quando è iniziato il conflitto in Medio Oriente che ha portato alla chiusura dello stretto di Hormuz.
La situazione tuttavia non è migliore nel resto d’Europa. Il gasolio in Germania ha toccato i 2,45 euro/litro ed in Francia è di poco sotto a 2,38. La nazione migliore resta la Spagna decisamente al di sotto dei 2 euro/litro.
Gasolio da record in Italia a 2,28 euro
Nel frattempo facendo un’analisi dei prezzi alla pompa odierni bisogna segnalare la continua crescita del diesel che nelle pompe in città è a 2,28 euro/litro ed in autostrada è a 2,42 euro/litro.
La benzina va leggermente meglio ma, tra lo sconto dimezzato e le prossime accise mobili, supererà il record del 2022 dove, come riporta Fanpage.it si era fermata a 2,30 euro/litro. Attualmente si attesta a 2,14 euro/litro.
Sulle tasche degli italiani questo viene registrato come un cospicuo aumento di denaro per il pieno, pari in alcuni casi a 30-40 euro in più rispetto a qualche mese fa. Il problema principale è che se anche dovessero finire i conflitti domani, i prezzi alla pompa saranno lentissimi a scendere.
