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Protezione Civile impegna volontari in interventi continui contro incendi e siccità

Protezione Civile impegna volontari in interventi continui contro incendi e siccità

I volontari della Protezione Civile sono impegnati senza sosta per contrastare incendi e crisi idrica in diverse zone d'Italia

In un’estate caratterizzata da temperature record e prolungata siccità, la Protezione Civile italiana è in prima linea per affrontare l’emergenza incendi e la crisi idrica che stanno mettendo a dura prova il territorio e le comunità locali.

Dai piccoli comuni alle aree protette, i volontari stanno lavorando senza sosta per garantire la sicurezza dei cittadini e proteggere l’ambiente.

In questo contesto, emergono storie di impegno e dedizione che meritano di essere raccontate.

Casal di Principe: volontari in azione contro gli incendi

Nel comune di Casal di Principe i volontari della Protezione Civile guidati dal coordinatore Caterino Ulderico sono impegnati in una serie di interventi per fronteggiare diversi incendi che stanno interessando il territorio.

Solo nella giornata di ieri, i volontari sono intervenuti in tre diverse zone: via Vaticale, Via Circumvallazione e via 50 Moggi.

Il fenomeno degli incendi, sempre più diffuso e in continua espansione, non dà tregua ai volontari, costantemente impegnati a intervenire per contenere le fiamme e limitare i rischi per la popolazione e l’ambiente. Un lavoro incessante, svolto con grande impegno e spirito di servizio, che vede la Protezione Civile in prima linea per affrontare l’emergenza e tutelare la comunità.

Sud Milano: l’impegno per salvare la vegetazione

Le alte temperature e la prolungata assenza di piogge stanno causando danni irreparabili alla vegetazione, in particolare agli alberi giovani piantumati da uno o due anni. Nel territorio del Sud Milano come in molte altre città, si possono notare alberelli ormai privi di vita, scuriti dal sole e senza acqua.

In alcuni comuni, gli operatori fanno giri con le mini botti per annaffiare le piante, anche se a queste temperature non sempre risulta un intervento sufficiente a mantenerle in vita. Anche i cittadini generosi fanno la loro parte, portandosi dietro una bottiglia d’acqua per gli alberi giovani o prendendosi cura di qualche pianta cittadina sotto casa.

La pineta di Mornese: un’emergenza sottovalutata

Da oltre una settimana, sulle colline tra Piemonte e Liguria brucia un pezzo di natura protetta e nessuno, fuori dall’Alessandrino, sembra essersene accorto. La pineta di Mornese nel cuore del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo, è avvolta dalle fiamme dal weekend del 1° e 2 agosto.

Un rogo che si è illuso più volte di essere domato, per poi riprendere vigore tra il 3 e il 4 agosto, e ancora nei giorni successivi, alimentato dal vento e da una siccità che non lascia tregua. Il bilancio provvisorio parla di circa 57 ettari di bosco distrutti, con fronti attivi che hanno interessato l’area dei Laghi della Lavagnina, il versante del Pantalé e quello del Roverno.

Sul campo si sono alternati, in una mobilitazione durata giorni, circa 130 tra vigili del fuoco, volontari del Corpo Antincendi Boschivi del Piemonte, Protezione Civile e Carabinieri, supportati da Canadair ed elicotteri regionali che si sono riforniti d’acqua persino al largo di Genova Voltri.

La Regione Piemonte ha dichiarato lo stato di emergenza per la crisi idrica e per gli incendi boschivi che stanno colpendo il territorio. Eppure, di tutto questo, la stampa nazionale non ha detto quasi nulla. La notizia è rimasta confinata alle cronache locali dell’Ovadese e dell’Alessandrino, come se un’area naturale protetta che brucia da dieci giorni fosse un fatto di paese, e non, come dovrebbe essere, un allarme che riguarda l’intero Paese.

Le cause dell’incendio restano, a oggi, non accertate. Ed è proprio questo, insieme al silenzio mediatico, a dover preoccupare. Un’area sottoposta a vincoli di tutela, gestita da un ente pubblico, che brucia per giorni senza che si sappia se l’origine sia colposa, dolosa o legata alle condizioni climatiche estreme, meriterebbe accertamenti rapidi e trasparenti, non il rischio che tutto si esaurisca in un fascicolo archiviato senza clamore.

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