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Terremoto del 2016: il bilancio a dieci anni dalla tragedia

Terremoto del 2016: il bilancio a dieci anni dalla tragedia

Dieci anni dopo il sisma che colpì Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, ripercorriamo la ricostruzione e le parole delle istituzioni.

Il 24, alle 3:36, una violenta scossa di magnitudo 6,0 colpì l’Appennino centrale, con epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto. Questo evento segnò l’inizio di una lunga sequenza sismica che avrebbe devastato interi borghi e cambiato per sempre la vita di migliaia di persone. Oggi, a dieci anni di distanza, l’Italia si ferma per ricordare le 299 vittime e riflettere sul cammino percorso nella ricostruzione.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha sottolineato come quel terremoto rappresenti una pagina drammatica della storia repubblicana, ma anche un monito costante sulla necessità di potenziare i meccanismi di prevenzione e intervento. Mattarella ha ricordato il prezioso operato dei volontari e delle autorità di primo soccorso, che portarono un segnale di speranza e avviarono il processo di ricostruzione.

Le vittime e i danni del sisma

La prima scossa del 24 agosto fu solo l’inizio di una serie di eventi sismici che si protrassero fino all’inizio del 2017. Tra le località più colpite, Amatrice divenne il simbolo delle devastazioni, con un bilancio di 299 morti e 365 feriti. Oltre 40.000 persone furono sfollate, e interi centri storici furono ridotti in macerie.

Le scosse successive, tra cui quella del 30 di magnitudo 6,5, causarono ulteriori danni, ma per fortuna non nuove vittime.

La sequenza sismica e i suoi effetti

La sequenza sismica iniziò con la scossa del 24 agosto, ma continuò con eventi di magnitudo superiore a 5 fino al 18. Tra le località più colpite, oltre ad Amatrice, ci furono AccumoliArquata del TrontoNorcia e Visso. I danni furono enormi, con crolli di edifici, strade interrotte e infrastrutture danneggiate. La ricostruzione si rivelò un’impresa complessa, che richiese l’impegno di tutti i livelli istituzionali.

La ricostruzione: progressi e sfide

La ricostruzione non riguarda solo le abitazioni, ma anche scuole, ospedali, municipi, chiese, strade e infrastrutture. Al 31, secondo il Rapporto del Commissario straordinario per la ricostruzione del sisma 2016 erano state presentate 36.149 richieste di contributo per la ricostruzione privata. Di queste, 23.361 cantieri erano stati autorizzati, e 14.968 già conclusi, ovvero oltre il 64% degli interventi avviati. Complessivamente, sono stati concessi 12,59 miliardi di euro di contributi per la ricostruzione privata.

Per quanto riguarda le opere pubbliche, nel 2026 risultano programmati 3.667 interventi per un valore superiore a 4,85 miliardi di euro. Secondo il Commissario, lavori in corso e opere concluse rappresentano circa il 40% della programmazione. Tuttavia, alcune località hanno recuperato buona parte delle abitazioni e dei servizi, mentre nei centri storici più colpiti, come Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, Visso e Norcia, la ricostruzione è ancora un grande cantiere.

Le commemorazioni del decimo anniversario

In occasione del decimo anniversario, il 24 agosto 2026, sono previste diverse iniziative commemorative nei territori maggiormente colpiti. Ad Arquata del Tronto alle 11, viene celebrata una messa commemorativa dal cardinale Matteo Zuppi. Nel pomeriggio, alle 16:30, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni raggiunge Amatrice insieme ad altri rappresentanti delle istituzioni e partecipa alla deposizione di una corona in memoria delle vittime.

La giornata si conclude alle 20, al campo sportivo Tilesi di Amatrice, con la prima esecuzione dell’oratorio Rimembranza un’opera dedicata alla memoria delle vittime e realizzata con la partecipazione dell’Orchestra dell’Accademia Vicino di Accumoli e di diversi cori italiani e austriaci. La parte più simbolica della commemorazione si è svolta questa notte alle 3:36, l’ora della prima scossa del 24, con una fiaccolata, la lettura dei nomi delle 299 vittime e i rintocchi delle campane.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato che non dimenticheremo mai la notte del 24 . Ha sottolineato i progressi nella ricostruzione, ma anche le sfide ancora da affrontare. Meloni ha ribadito l’impegno del Governo per garantire che i borghi e le città colpiti dal terremoto possano continuare ad essere vivi e vitali.

Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci ha ricordato l’importanza della prevenzione: rafforzare la consapevolezza dei rischi e diffondere una vera cultura della sicurezza. Prevenire significa salvare vite umane e ridurre i costi enormi che le calamità impongono alle nostre comunità.

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