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Tocco Caudio, un borgo antico abbandonato dal 1980

Dallo splendore antico alle ceneri moderne. Tocco Caudio fu un borgo importante e attivo nel Medioevo ma oggi è solo che un cumulo di ricordi.

tocco caudio

Tocco Caudio visse un’epoca di grande splendore per poi decadere per opera della natura. Proprio lei infatti decise il suo destino lasciando il piccolo borgo in preda a violenti terremoti che costrinsero gli abitanti ad allontanarsi definitivamente. Oggi le rovine rimaste lasciano solo intendere quanto energica fosse lì la vita.

Sorge tra una delle valli Campane situata nel massiccio del Taburno, nei pressi di Benevento. Anche se piccolo, Tocco Caudio, fu una delle cittadine italiane più importanti del Medioevo.

Tocco Caudio, la storia

Si pensa che fu un centro abitato di origine sannitica e anche se gli storici contemporanei non l’hanno mai confermato le sue fondamenta nascondo comunque dall’antichità. Fu ritrovata una lapide di età romana che conferma la loro presenza sul territorio.

Elemento ancora più plausibile è la presenza del Longobardi che, avendo fondato il ducato a Benevento, non potevano che aver frequentato la Valle Vitulanese. La sua posizione strategica, a ridosso di una rocca, non poteva che diventare utile a livello commerciale. Diventò presto un centro fortificato intorno al quale cominciarono a sorgere altri piccoli borghi.

Nei secoli diventò sempre più importante arrivando ad ospitare un gestaldato longobardo e una diocesi. La bolla di papa Stefano IX, datata 1058, specifica che Tocco Caudio fu una delle sedi del vescovato dell’arcidiocesi di Benevento.

Nel XII secolo divenne un nodo fondamentale dell’amministrazione del Regno di Sicilia. Pare che negli anni sia finita anche nelle mani degli svevi, ma di questo periodo si hanno poche informazioni. Tra gli eventi che toccarono il piccolo borgo campano molti di questi furono disastrosi.

Danni a Tocco Caudio

La cittadina campana purtroppo visse momenti di vero terrore. Il primo si verificò nel 1293 quando un terremoto colpì la zona danneggiandola gravemente.

All’epoca il proprietario del borgo era Isnardo de Pontévès che lamentatosi delle troppe perdite sia di uomini che di beni lo abbandonò. Nel 1306 Tocco Caudio andò nelle mani del conte di Caserta, Bartolomeo Siginulfo. Poco dopo però fu nuovamente venduto a Isnardo de Pontévès. Le sue generazioni future continuarono a possedere il borgo finché non andò nelle mani del regno di Napoli, in quelle francesi, e in molte altre più avanti. Nel 1456 ci fu un altro terremoto che rase al suolo l’intera cittadina. Da questo momento cominciò progressivamente a perdere la sua importanza sul territorio.

Dopo aver vissuto secoli sotto il possesso di numerosissimi feudatari un altro terremoto colpisce il territorio. Si tratta del terremoto del Sannio del 1688. Nel 1702 un altro sisma colpisce la piccola cittadina. Il vecchio centro fu progressivamente abbandonato e sposato. Il terremoto di Irpinia del 1930 peggiorò ulteriormente le cose distruggendo definitivamente ogni speranza di ripopolare Tocco Caudio. Con il terremoto del 1962 fu emanata l’ordinanza ufficiale di sgombero anche degli edifici vicino al ciglio del costone. Con il terremoto del 1980 venne definitivamente decretato l’abbandono del vecchio centro.

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