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Tokyo 2020, Dell’Aquila conquista il primo oro nel taekwondo

L'Italia ottiene la prima vittoria con Vito Dell’Aquila che vince in finale contro il tunisimo Mohamed Jendoub.

Tokyo 2020, il primo oro italiano è di Dell'Aquila d

Vito Dell’Aquila ha solo 20 anni ed oggi, 24 luglio 2021, si è aggiudicato la medaglia d’oro nel taekwondo (cat. 58 kg) ai Giochi di Tokyo 2020. Il giovane italiano ha vinto contro il tunisimo Mohamed Jendoubi. Dopo le vittorie di Londra 2012, con il bronzo di Mauro Sarmiento e l’oro di Carlo Molfetta, oggi arriva una grande conquista per il taekwondo italiano. 

Tokyo 2020, primo oro italiano con Dell’Aquila nel taekwondo

Dell’Aquila è arrivato in finale grazie ai due successi per 26-13 contro l’ungherese Salim, poi 37-17 al thailandese Sawekwiharee, fino ad arrivare alla semifinale contro l’argentino Guzman. Vittoria contro Guzman che l’ha portato alla conquista della finale di oggi. Ricordiamo per chi non lo sapesse che il giovane Dell’Aquila già agli Europei di Kazan nel 2018 era riuscito a ottenere un altro bronzo. Per cui, il giovane campione aveva già dimostrato di avere un ernorme talento. 

La fine del primo round vedeva in vantaggio Jendoubi prima della rimonta di Dell’Aquila arrivata nel secondo break.

Qui Vito è riuscito a prendere le misure dell’avversario portandosi ad un solo punto di differenza (9-8). Poi nell’ultimo round Dell’Aquila ha completato la rimonta riuscendo a conquistare la medaglia d’oro, la prima medaglia d’oro italiana in queste Olimpiadi di Tokyo 2020. Dunque, dopo ben 9 anni, l’Italia torna a vincere un oro nel taekwondo con un giovane 20enne che già scritto la storia dello sport italiano.

Tokyo 2020, primo oro italiano con Dell’Aquila nel taekwondo: chi è il giovane 20enne che vinto la medaglia d’oro

Ma chi è Vito Dell’Aquila? Scopriamo qualcosa in più del giovane vincitore della medaglia d’oro. Vito è nato il 3 novembre 2000 a Mesagne, in provincia di Brindisi. Ha cominciato a praticare il taekwondo quando aveva solo 8 anni, grazie alla passione del papà per le arti marziali e per i film di Bruce Lee.

Vito era un bambino molto timido, lo sport lo avrebbe aiutato ad esprimersi meglio ed a socializzare con gli altri. Questo era il pensiero del suo papà, quando lo ha spinto verso il taekwondo. Il piccolo inizia a paraticare questo sport presso la palestra di Roberto Baglivo, il maestro di Carlo Molfetta, pure lui cresciuto a Mesagne e campione olimpico della categoria 80kg a Londra 2012. É nel 2014 che Dell’Aquila vince i Campionati italiani e successivamente i Mondiali cadetti, dimostrando già il suo grande talento. 

Ai Mondiali di Muju, quando aveva soli 17 anni arriva in semifinale e affronta uno dei migliori atleti dei 54 kg, l’iraniano Armin Hadipour. Non riesce a battere l’atleta iraniano, ma esce da questa esperienza comunque vittorioso, considerando dove era già riuscito ad arrivare, nonostante la sua giovane età.  

Tokyo 2020, primo oro italiano con Dell’Aquila nel taekwondo: il percorso che lo ha portato alla vittoria di oggi

Due anni dopo agli Europei di Kazan 2018 riesce a ottenere un altro bronzo. Prima dell’arrivo del Covid, agli ultimi Mondiali, ossia quelli di Manchester del 2019, riceve una scoppola agli ottavi contro il coreano Bae Jun-Seo. Inizia qui una fase dificile, ricca di preoccupazioni in vista di Tokyo 2020, dove Vito avrebbe dovuto partecipare alla categoria superiore rispetto all’ultima, passando, dunque, dalla 54 kg alla 58 kg. 

Infatti, agli Europei di Sofia il suo setting fisico non è ancora pronto alla nuova categoria e viene eliminato agli ottavi di finale dal britannico Mason Yarrow. 

All’inizio delle Olimpiadi, quando c’è stato il sorteggio del tabellone olimpico, c’è stato un momento di grande timore poichè il primo avversario era il campione europei in carica dei 54 kg, l’ungherese Omar Salim. Tuttavia, abbiamo tutti visto come è andata a finire: il vero talento vince su tutto e tutti. 

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