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Trentatré morti sospette all’ospedale: indagato primario

L'inchiesta aperta dopo l’esposto dell’attuale presidente del consiglio comunale su 33 morti per presunte infezioni contratte in reparto.

ospedale massa indagato primario
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Il primario di medicina generale dell’ospedale Noa di Massa è stato iscritto nel registro degli indagati nell’inchiesta su 33 morti sospette tra i degenti della struttura ospedaliera. Le indagini erano state avviate a seguito di un esposto presentato dall’attuale presidente del consiglio comunale, Stefano Benedetti. Si pensa che i decessi possano essere stati la diretta conseguenza di infezioni contratte in reparto.

Trentatré sospetti decessi per infezione

Di trentatré morti si ritiene possibile responsabile il primario del reparto di medicina generale del Nuovo ospedale delle Apuane del comune toscano, nella provincia di Massa Carrara. Ora la procura indaga su questi misteriosi decessi dopo la denuncia presentata da Stefano Benedetti. Nella sua denuncia il pubblico funzionario parlava di pazienti entrati in ospedale con diverse patologie, ma tutti accomunati dalla stessa causa del decesso: tutti e trentatré sarebbero morti in un periodo di venti giorni per aver “contratto batteri intestinali all’interno della struttura”.

Il primario è ora iscritto nel registro degli indagati della Procura di Massa, che sta indagando sull’accaduto. Una procedura, secondo fonti stampa, “strumentale”, “di rito” e “a tutela dell’indagato stesso“. Finalizzata primariamente alla nomina da parte del medico di un consulente, considerati gli esami irripetibili per i quali la procura conferirà l’incarico il prossimo primo di ottobre 2018. I decessi sono avvenuti tutti tra il dicembre 2017 e il gennaio 2018. Ora la procura della città toscana ha notificato un avviso di conferimento incarico anche ai parenti dei trentatré pazienti morti in ospedale. Che, in sede processuale, saranno presenti come parti offese.

L’Asl: “cifre in linea con gli altri anni”

In corso d’indagine la procura ha anche chiesto le cartelle cliniche dei pazienti alla Asl, al fine di accertare l’effettiva correlazione delle morti, e la reale causa delle stessa.

Per parte sua l’Azienda Sanitaria Locale, ha dichiarato di confidare nel lavoro della magistratura. Anche se si dice sicura della totale assenza di responsabilità a carico della struttura ospedaliera, e dunque del primario. L’indagine, si augura, “farà chiarezza e fugherà ogni dubbio sull’operato del medico”. Già all’epoca dell’esposto di Stefano Benedetti, l’Asl aveva spiegato che il numero di decessi dell’ospedale era in linea con la media degli anni precedenti ed escludeva inoltre il rischio di infezione interna al reparto di medicina generale. Nessun caso registrato né ora né in passato. Dati ufficiali, resi recentemente noti, parlano di “37 decessi nel reparto di medicina generale dal 20 dicembre 2015 al 10 gennaio 2016; 36 decessi nello stesso reparto dal 20 dicembre 2016 al 10 gennaio 2017 e 33 decessi dal 20 dicembre 2017 al 10 gennaio 2018”.


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