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Un paraplegico bloccato nel deserto si trascina per 4 km per 3 giorni

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u19844048Albuquerque, New Mexico – Un paraplegico è rimasto bloccato nel deserto di Albuquerque, nel New Mexico senza la sua carrozzina, trascinadnosi per più di 4 miglia ( circa 6.4 chilometri) per tre giorni prima che venisse soccorso da un automobilista.

I blue jenas di Ricky Gilmore sporchi e rovinati raccontano la sua storia, mentre il corpo, comprese le escoriazioni del suo braccio sinistro raccontano il resto, il suo polso è distrutto e i suoi reni sono rovinati dato che non ha né mangiato né bevuto durante quel periodo.

All’ospedale del New Mexico ha raccontato “Io sono un grande casino. H male ovunque e sono appena nelle prime fasi della terapia”.

Gilmore di 49 anni, che vive da solo, ha avuto problemi ai reni a causa della disidratazione, un’infezione al sangue e un polso distrutto. Ha trascorso due giorni in terapia intensiva, ma dovrà passare ancora una settimana prima di tornare a casa. Gilmore ha viaggiato quasi per 10 miglia (circa 16 chilometri) lontano da Newcomb, la sua casa, che si trova ad est della riserva. Racconta di essere stato portato nel deserto da una coppia mentre stava facendo autostop.

Racconta che avendo rifiutato di bere con loro, l’uomo ha deciso di lasciarlo nel deserto. Lui non aveva nulla, né acqua, né cibo, neanche la sua carrozzina. “Era tardi, il vento soffiava e ho deciso di ripararmi dietro a un cespuglio per trascorrere la notte, inoltre faceva freddo”. Non appena è giunta l’alba, ho capito di essere sopravvissuto e mi sono trascinato per circa tre km.

“Avrei potuto rinunciare e dire addio alla vita, ma mi sono detto che non potevo morire congelato e così ho continuato”, ha raccontato Gilmore che ha perso l’uso delle gambe in un incidente in macchina.

Dopo tre giorni, un uomo con un pickup blu si è fermato e ha chiamato i soccorsi. I dottori gli hanno detto che la sua temperatura corporea era 94° Farenheit ( 34° Celsius) quando è stato trovato. Gilmore ha anche raccontato di aver superato il dolore grazie alla morfina.

Quando tornerà a casa dall’ospedale il suo piano è molto semplice: ” Arriverò a casa, pregherò e finalmente dormirò nel mio letto e cercherò di guarire”.

Amo leggere, il tè e Parigi è la mia casa da sempre e per sempre.


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Simona Bernini

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