> > “Un terzo uomo”, delitto Garlasco: nuovi elementi nei verbali

“Un terzo uomo”, delitto Garlasco: nuovi elementi nei verbali

“Un terzo uomo”, delitto Garlasco: nuovi elementi nei verbali

Garlasco, il caso torna al centro dell'attenzione: le parole della difesa di Alberto Stasi

Il delitto di Garlasco continua ad alimentare il dibattito pubblico mentre proseguono gli accertamenti della Procura di Pavia nell’ambito della nuova inchiesta che vede Andrea Sempio indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. A quasi vent’anni dall’assassinio della giovane, ogni nuovo elemento investigativo finisce sotto la lente di magistrati, esperti e opinione pubblica.

L’argomento è stato affrontato anche nella puntata del 1° luglio di Morning News, su Canale 5, dove è intervenuta Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi. L’ex fidanzato della vittima, condannato in via definitiva per il delitto e oggi in affidamento in prova, continua a dichiararsi estraneo ai fatti, mentre la sua difesa segue con attenzione gli sviluppi della nuova inchiesta.

Revisione del processo: cosa sta accadendo

Nel corso della trasmissione, l’inviato Emanuele Canta ha ricostruito l’attuale scenario giudiziario, spiegando che il lavoro della Procura di Pavia procede parallelamente alla possibile richiesta di revisione del processo conclusosi con la condanna definitiva di Alberto Stasi.

Secondo quanto riferito durante il programma, la difesa dell’ex studente della Bocconi è impegnata nella predisposizione della documentazione necessaria per l’eventuale revisione, competenza che spetterebbe alla Corte d’Appello di Brescia.

Nel frattempo, la Procura Generale di Milano starebbe esaminando il materiale investigativo trasmesso dai magistrati di Pavia, raccolto nell’ambito delle indagini su Andrea Sempio. Gli inquirenti ritengono che tali elementi possano incidere sulla posizione processuale di Alberto Stasi.

Tra i passaggi ancora attesi figurano anche la valutazione delle consulenze depositate dalla difesa di Andrea Sempio e la relazione dello psichiatra Roberto Catanesi, chiamato a delineare il profilo dell’indagato, con particolare riferimento alla capacità di intendere e di volere all’epoca dei fatti e all’eventuale pericolosità sociale.

Le ricerche sul Dna e sul processo Stasi

Nel dibattito televisivo è emerso anche il tema delle ricerche effettuate negli anni da Andrea Sempio sul procedimento giudiziario e sugli accertamenti genetici.

Giada Bocellari ha spiegato che, secondo l’impostazione accusatoria, tali consultazioni rappresenterebbero un elemento investigativo e sarebbero documentate nell’informativa finale. In particolare, nel 2014 sarebbero state effettuate numerose ricerche riguardanti il processo Stasi e il Dna, proprio nel periodo in cui il procedimento di appello bis attribuiva particolare rilievo agli esami genetici eseguiti sulle unghie di Chiara Poggi.

“Chiara mi parlò di un collega interessato”

Uno dei passaggi che ha suscitato maggiore attenzione riguarda però il rapporto tra Alberto Stasi e Chiara Poggi.

Rispondendo alle domande del conduttore Dario Maltese, l’avvocata ha ribadito che il suo assistito ha sempre sostenuto di non avere mai conosciuto Andrea Sempio e di non averne mai sentito parlare dalla fidanzata.

Secondo quanto riferito dalla legale, Stasi avrebbe invece raccontato che Chiara gli aveva confidato l’interesse manifestato da un collega di lavoro, il quale le avrebbe rivolto un semplice invito a prendere un caffè.

Un episodio che, secondo la difesa, non avrebbe avuto particolari conseguenze nella relazione della coppia e che potrebbe essere stato raccontato dalla giovane con naturalezza, anche per verificare la reazione del fidanzato.

Il nodo dei video privati custoditi nel computer

Nel corso dell’intervista si è affrontato anche un altro tema centrale dell’inchiesta: quello dei video privati conservati nel computer utilizzato da Chiara Poggi.

Secondo Bocellari, diversa sarebbe invece l’ipotesi prospettata dalla Procura, cioè che la vittima potesse aver scoperto che qualcuno aveva visionato quei filmati. Una circostanza che, se confermata, avrebbe potuto generare domande e tensioni all’interno della coppia, soprattutto considerando che, fino al maggio precedente al delitto, quei contenuti non risultavano protetti da sistemi di sicurezza.

Le reazioni sui social

Le dichiarazioni rilasciate durante Morning News hanno rapidamente alimentato il confronto sui social network.

Molti utenti sottolineano come, con il passare delle settimane, emergano nuovi dettagli destinati ad arricchire il quadro investigativo. Altri, invece, invitano alla prudenza, ricordando che sarà esclusivamente la magistratura a stabilire l’effettiva rilevanza degli elementi raccolti.

Tra i commenti più condivisi c’è anche quello di chi si domanda se il collega di lavoro citato da Alberto Stasi sia mai stato approfonditamente ascoltato dagli investigatori, interrogativo che continua ad alimentare il confronto tra gli osservatori del caso.

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