Borley Rectory: l’abitazione più “infestata” di tutto il Regno Unito

Curiosità

Borley Rectory: l’abitazione più “infestata” di tutto il Regno Unito

Borley Rectory

Se parliamo di luoghi infestati da fantasmi e poltergeist, uno dei primi a essere ricordati è la Borley Rectory in Inghilterra. Ma sarà tutto vero?

Quando sentiamo parlare di luoghi infestati da fantasmi e poltergeist, uno dei primi a essere ricordati è sicuramente la Borley Rectory, ovvero la Canonica di Borley, in Inghilterra. Tale costruzione fu indagata dal celebre “cacciatore di fantasmi” Harry Price. Si diceva che al suo interno accadessero fenomeni di ogni tipo. Ma qual è la verità?

Borley Rectory sorgeva nel piccolo villaggio omonimo, collocato tra l’Essex e il Suffolk, nella costa sud-orientale dell’Inghilterra. L’edificio fu costruito nel 1863 sopra i resti di un vecchio monastero. Una leggenda racconta di una ragazza e di un giovane cocchiere catturati durante la loro fuga d’amore. I due furono portati al monastero e qui furono uccisi. L’uomo venne decapitato, mentre la ragazza fu murata viva. La canonica di Borley venne distrutta da un’incendio nel 1939 e nel 1944 venne definitivamente demolita. Ma fino a quella data fece parlare molto di sé per strani accadimenti all’interno delle sue mura.

Dal 1863, quando fu costruita, la Borley Rectory fu per oltre sessant’anni l’abitazione del reverendo Bull e della sua famiglia.

Nonostante oggi il nome della casa sia collegato a infestazioni spiritiche, nel corso di questo lungo periodo non si ebbero mai notizie di probabili apparizioni fantasmatiche. Questo avvenne solo dopo il 1929, quando Harry Price, noto studioso di fenomeni paranormali, su invito del nuovo inquilino, il reverendo Smith, fece visita all’abitazione.

harryprice

Proprio nel corso di questa visita, si verificarono fenomeni mai visti in precedenza. In seguito, la Canonica cambiò nuovamente inquilini con i coniugi Foyster. Con la loro permanenza in casa, i fenomeni si fecero ancora più frequenti e spesso comparivano anche delle scritte sinistre sui muri. Per due anni, dopo i Foyster, lo stesso Price affittò la Canonica e vi collocò a turno alcuni suoi collaboratori, che fecero rapporto in merito a numerosi fenomeni paranormali.

Borley Rectory e i suoi misteri

Nel febbraio del 1939, l’ultimo inquilino della Borley Rectory, il capitano W.E. Gregson, fece cadere per caso una lampada a olio.

Subito si sviluppò un tremendo incendio che distrusse l’intero edificio. Nel 1955 la Society for Psychical Research diede quindi il via a un’approfondita inchiesta sul caso. Concluse che non c’era nessun fenomeno che non potesse avere una spiegazione normale. Ma soprattutto l’indagine confermò che i fenomeni più ecclatanti erano stati creati appositamente dallo stesso Price. Egli stesso sulla storia di Borley aveva anche scritto tre libri di successo. L’incendio, in ogni caso, pare fosse stato previsto dallo spirito di Marie Lairre 11 mesi prima, durante una seduta spiritica. Gli abitanti del villaggio di Borley rimasero pietrificati quando videro alla finestra del piano superiore una giovane donna intrappolata. Nella casa infatti non era presente nessuno e, domato l’incendio, non fu ritrovato nessun corpo.

Circa dieci anni dopo l’incendio, alcuni scavi portarono alla luce le ossa di un essere umano. Agli studi tali resti rivelarono di essere di sesso femminile e dell’età di circa 30 anni.

Forse erano i resti della donna, che non trovava pace perché non era stata sepolta in un luogo consacrato. Le spoglie furono sepolte nel cimitero di un paese vicino, dopo che il parroco ne celebrò il funerale.

Nel 1958, infine, Marianne, la moglie del reverendo Foyster, rivelò che molti dei fenomeni che venivano descritti come reali nel corso del loro soggiorno alla Canonica erano stati inventati di sana pianta dal marito. Egli infatti aveva intenzione di scrivere un libro sensazionalistico sul caso. La donna spiegò inoltre che per coprire certe sue relazioni extraconiugali, lei stessa con i suoi amanti aveva simulato alcune manifestazioni spiritiche.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Loading...