Cosa sviluppa il basket nell’atleta

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Cosa sviluppa il basket nell’atleta

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Il basket è utilissimo per lo sviluppo in giovane età.

Tanti buoni motivi per praticare il basket sin dalla più tenera età. E qualche precauzione da tenere a mente.

Tra le discipline sportive più popolari al mondo, il basket ha l’indubbio vantaggio di poter essere praticato in ogni stagione dell’anno (come d’altronde tutte le discipline esperite anche – ma non solo e non necessariamente – indoor). Dunque è un allenamento costante, che prescinde dalle stagionalità e non richiede particolari attrezzature. I parquet con canestri sono disponibili in gran numero in ogni centro abitato, piccolo o grande che sia, e nei mesi più caldi si possono sfruttare anche i campetti all’aperto; i quali, però, presentano lo svantaggio di poggiare su una pavimentazione, nel più comune dei casi, in cemento, più dure e quindi “stressanti” per le articolazioni inferiori. Ma quali sono, invece, i vantaggi di una pratica costante del basket? Proviamo a sintetizzarli, dividendoli in vantaggi fisici e cognitivi.
Dal punto di vista fisico, dobbiamo innanzitutto sfatare un luogo comune.

Non è vero che giocando a basket si diventa più alti. È più corretto dire che praticando il basket dalla prima età dello sviluppo (bisognerebbe iniziare prima dei sei anni di età) si creano i presupposti per ottimizzare le proprie potenzialità genetiche da quel punto di vista. Ma non si va mai oltre quelle. Ciò malgrado, la pratica del basket è un aiuto formidabile per lo sviluppo di determinati muscoli: quelli degli arti inferiori, in particolare quadricipiti e polpacci, sottoposti a continue sollecitazioni soprattutto sul piano dei cambi di direzione; e quelli degli arti superiori, in particolare deltoidi e bicipiti. Anche le mani sono molto sollecitate: la presa costante del pallone aiuta a migliorare la destrezza della mano e l’utilizzo del pollici opponibili.
Ma è soprattutto dal punto di vista mentale che il basket apporta notevoli benefici. Le sue regole particolari, basate su tempo (un’azione ha una durata massima limitata), ritmo (bisogna palleggiare mentre ci si muove) e cadenza (un giocatore in possesso di palla non può muovere il piede perno prima di iniziare palleggiare), aiutano a migliorare la memoria fotografica, la coordinazione, la visione periferica, l’equilibrio e la capacità di concentrazione.

Inoltre, essendo uno sport che sottopone continuamente ginocchia e caviglie a brusche sollecitazioni, il basket insegna a gestire con oculatezza il proprio fisico e a dosare gli sforzi.

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