La Gabbia Open: quel ponte sul referendum. La diretta COMMENTA  

La Gabbia Open: quel ponte sul referendum. La diretta COMMENTA  

La gabbia open
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Nella terza puntata de La Gabbia Open, programma  diretto da Gianluigi Paragone in onda su LA7, il tema è il referendum costituzionale del 4 dicembre.

Il referendum costituzionale ha finalmente una data: il 4 dicembre. E gli italiani dovranno esprimersi: sì o no. Così Gianluigi Paragone mette il tema al centro del suo programma La Gabbia Open, in onda su LA7.

Ospiti sono Gianni Cuperlo (Pd), Stefano Parisi (in corsa per guidare il centro-destra), Luisella Costemagna (giornalista), Vittorio Feltri (direttore di Libero), Elisa Simoni (Pd), Giulia Sarti (Movimento 5 stelle), Stefano Fassina (Sinistra Italiana), Stefano Feltri (Il Fatto Quotidiano), Diego Fusaro (filosofo), Franco De Benedetti (imprenditore), Giulietto Chiesa (giornalista), Klaus Davi (esperto di massmedia).

Dopo il saluto e l’introduzione del direttore Paragone, si entra subito nel vivo della discussione. E apre il dibattito sul fatto che Renzi cambia verso un’altra volta. Prima era contro il Ponte sullo stretto, ora lo ritiene un’opera da fare. Poi passa a illustrare con un servizio il referendum costituzionale.

Gianni Cuperlo, in collegamento, dice che il ponte alla fine non si farà mai così come la riforme costituzionale di Renzi perché vincerà il no.

Paragone manda in onda un servizio su Massimo D’Alema e la sua battaglia per il no al referendum. Vittorio Feltri, in studio, dice che D’Alema è simpatico perché è antipatico a tutti. Rincara la dose la Costamagna: Renzi ha il merito di renderci apprezzabili tutti quelli che ha rottamato.

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Vittorio Feltri porta la discussione sul’Europa. E critica la scelta della moneta unica, che definisce scelta politica. Ciò che è sbagliato, dice il direttore di Libero, è l’impianto generale attorno alla moneta.

La Costamagna torna all’attacco di Renzi accusando il Presidente del Consiglio di avere stanziato 250 milioni di euro per le scuole private, una violazione della Costituzione. Per Cuperlo bisogna intervenire modificando la legge sulla scuola. Vittorio Feltri ritiene si debba tornare alla Riforma Gentile.

Stefano Parisi in studio coglie l’occasione per fare la sua campagna elettorale. “Noi siamo alternativi a Renzi” spiega al conduttore. E attacca il Presidente del Consiglio sul Ponte sullo Stretto: è una boutade per guadagnare consensi in vista del referendum costituzionale.

La Costamagna fa la provocatrice e dice a Parisi che Renzi ce la farà a fare il leader del centro-destra. E’ lui spiega il vero successore di Berlusconi. E attacca anche sulle tasse: la vera questione è combattere l’evasione fiscale così pagherebbero tutti, oltre a abbattere l’Irpef per le famiglie.

Mentre si scalda la discussione sulle questioni economiche, Paragone manda in onda un servizio su Marco Carrai e poi uno sulla manifestazione 5 Stelle a Palermo.

Elisa Simoni e Giulia Sarti sono in collegamento. Il dibattito entra di più nel vivo. Per la Simoni la riforma costituzionale darà a tutto il Paese le stesse occasioni e opportunità. Non la pensa così la Sarti che definisce la riforma un delirio di onnipotenza di un leader che nessuno ha scelto. E dice che il referendum trasformerà il bicameralismo perfetto in bicameralismo confusionario. Intanto, Paragone manda in onda lo scontro a Otto e Mezzo tra Renzi e Travaglio.

Per la Sarti i 100 sindaci e consiglieri che andranno al Senato saranno nominati dalle regioni. Avranno pure l’immunità parlamentare e diventerà un Senato dei partiti. Ironica la 5 stelle: altro che unire due coste. Il ponte unirà due cosche.

Intanto va in onda un’intervista al sindaco Accorinti, in collegamento che dice che il ponte è un’opera sbagliata, Servono altre infrastrutture come le ferrovie o i doppi binari. Cose che servono per favorire il turismo di cui l’isola ha bisogno.

 Un servizio sui risparmiatori prosciugati di Banca Etruria apre un nuovo confronto. Questa volta con de Benedetti e Diego Fusaro (in studio) e Fassina e Stefano Feltri (in collegamento). De Benedetti difende in parte l’Austerity. Fassina attacca dicendo che l’austerità esiste e sta svalutando soprattutto il lavoro. Interviene poi Stefano Feltri che difende l’operati di Mario Draghi: sta facendo risparmiare all’Italia miliardi di interesse ogni anno.

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