Le cuffie migliori da acquistare sul web

Le cuffie migliori da acquistare sul web

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Le cuffie migliori da acquistare sul web

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Desiderate acquistare online un paio di cuffie? Più facile a dirsi che a farsi. Per aiutarvi, ecco per voi un dettagliato prontuario.

State per caso prendendo in considerazione l’idea di acquistare un paio di cuffie, e per farlo avete deciso di rivolgervi agli online store? Scelta di per sé azzeccata, ma non pensate che il vasto e variegato mondo di Internet vi metta al riparo da oggettive difficoltà. La prima fra tutte: quali cuffie acquistare? Detto che la destinazione d’uso principale cui queste saranno indirizzate (dispositivo mobile? E se sì, quale? Smartphone o iPhone? Oppure personal computer? Un Mac? Un notebook? Un lettore di file musicali tipo mp3? Altro?) vi aiuterà a fare una prima, non trascurabile scrematura, ci sono altri parametri da tenere in considerazione. Esaminiamone alcuni.

– Cuffie con cavo o cuffie wireless.

Le prime assicurano una resa acustica migliore, e soprattutto più stabile, ma bisogna sempre fare i conti con i cavi che sono soggetti a deterioramento: purtroppo, nessuno ha ancora inventato i cavi non usurabili.

Le seconde sono più pratiche, meno ingombranti ma, a dispetto dei notevoli progressi sotto questo punto di vista, tendono ancora a perdere il segnale nelle situazioni critiche.

– Posizionamento sull’orecchio.

Cuffie circumaurali (che “avvolgono” completamente il padiglione auricolare, isolandolo dall’ambiente circostante), sovraurali (che si sovrappongono al padiglione auricolare – comprimendolo verso il cranio -, garantendo un isolamento medio ma soprattutto i classici doloretti alle orecchie da ascolto prolungato), auricolari (che entrano nella cavità auricolare ma non isolano) o intrauricolari (dette anche in-ear, entrano nella cavità auricolare, isolano a sufficienza ma riproducono il suono in maniera poco fedele – soprattutto le basse frequenze – a causa delle dimensioni ridotte)? La scelta, in questo caso, dipende dai gusti personali, dal grado di fedeltà di riproduzione del suono richiesto (inutile un dispositivo molto sofisticato – e costoso – se si ascoltano solo talk radio), e ovviamente dalle situazioni: inutile sottolineare che un paio di circumaurali totalmente isolanti a livello acustico sono da sconsigliare severamente se si è alla guida di un mezzo motorizzato (a due o quattro ruote), ma anche di una bicicletta, di uno skateboard o persino a piedi (a meno che non si stia fermi e seduti su una panchina). O no?

– Caratteristiche tecniche.

Impedenza (ovvero la resistenza di un dispositivo in presenza di un campo magnetico, che nello specifico determina la velocità di reazione delle cuffie a un segnale acustico: le cuffie con una bassa impedenza riproducono il suono in maniera più tempestiva e dunque più fedele, ma in ogni caso questa caratteristica deve andare di concerto con i valori di impedenza dell’impianto di amplificazione cui le cuffie sono collegate); sensibilità (la risposta in ampiezza del suono – detto in altri termini in volume – a un segnale emesso a una determinata potenza: maggiore è la sensibilità, minore il bisogno di amplificazione “a monte” delle cuffie).

– Frequenza.

Più è ampio il range di frequenze sonore – che vanno da 20 a 20.000 Hz – che il dispositivo riesce a catturare, più fedele, rotonda e ricca di armoniche sarà la riproduzione del suono.

Attenzione: le frequenze basse sono importanti come quelle alte, anzi, forse di più (sono quelle che l’orecchio “accoglie” più volentieri).

– Potenza di ingresso.

Indica il valore in Watt – l’unità di misura della potenza elettrica – il valore massimo di potenza oltre il quale il dispositivo inizia a distorcere il suono. Più alto è questo limite, maggiore è l’attidine delle cuffie a essere collegate a un amplificatore molto potente senza dare luogo a cacofonie sonore.

E con questo. abbiamo esaminato, seppure a grandi linee, le caratteristiche principali che qualsiasi dispositivo di diffusione audio possiede, in misura più o meno significativa, e quali ricadute tali caratteristiche hanno in termini di qualità della riproduzione stess. Andiamo ora a esplorare i dieci marchi migliori per questo tipo di dispositivi.

– Shure.

Le cuffie dei DJ o degli studi di registrazione: valori di eccellenza in ogni caratteristica tecnica e fedeltà assoluta. Certo, non sono né le più economiche, né le classiche cuffie da metropolitana.

Ma per gli amanti dell’hi-fi sono il massimo.

– Grado.

Altra rinomata famiglia di cuffie da studio, estremamente eclettiche anche grazie a un accurato bilanciamento di tutte le frequenze. Un lusso, almeno per un utilizzo casalingo.

– Audio-Technica.

Le cuffie per chi ama la musica classica e in generale per i musicofili più intransigenti, dal suono rotondo e aperto. Prezzi stranamente potabili, almeno in relazione alle prestazioni. Ottimo anche l’assortimento di auricolari e in-ear.

– AKG.

Altro marchio rinomato da studio di registrazione, l’ideale per chi ama surfare tra un genere e l’altro.

– Sennheiser.

Il marchio tedesco è da anni il miglior compromesso in commercio tra cuffie professionali e da amatori. Alta fedeltà e un rapporto qualità-prezzo a oggi ineguagliato.

Philips.

Dopo anni di appannamento, il colosso dell’hi-fi casalingo con sede a Eindhoven è tornato sulla cresta dell’onda anche grazie alla sua rinnovata linea di cuffie economiche ma dalla resa qualitativamente molto alta.

Non siamo ancora ai livelli degli anni Ottanta, quando il marchio olandese era l’unico a confrontarsi quasi ad armi pari con Sony sul precoce ma già florido mercato dei walkman, ma Philips è vivo e vegeto, e lotta insieme a noi. E visto quello che ha passato dalla fine del secolo scorso fino a un pugno di anni fa, è già qualcosa.

– Sony.

Forse il brand più versatile, ricco di modelli per ciascuna tipologia di cuffie, in-ear comprese. Ciascuno può scegliere il modello più confacente alle sue abitudini e alle sue tasche.

Bose.

Negli anni, l’azienda statunitense si è specializzata in dispositivi per smartphone, iPhone, tablet e iPad, riuscendo a cavare il suono migliore da dispositivi concepiti giocoforza per comprimere violentemente il suono.

– Avantree.

Marchio californiano non molto conosciuto da questa parte dell’Oceano Atlantico (ma non temete, online i loro prodotti si trovano con una certa facilità), ma altamente specializzato in audio proveniente da dispositivi Bluetooth, device mobili e console di videogiochi (PlayStation 3 e 4 e Xbox One in primis), ha fatto della versatilità e della fedeltà in wireless il suo punto di forza.

– Pioneer.

Un must adolescenziale, inutile negarlo.

Super-economiche ma dalla resa più che soddisfacente, adattissime al consumo “distratto” e innervate da una certa resistenza che le rende a prova di calca sull’autobus.

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