Sindaco di Amatrice: ricostruire il paese, dobbiamo dare speranza COMMENTA  

Sindaco di Amatrice: ricostruire il paese, dobbiamo dare speranza COMMENTA  

Una conferenza stampa ‘improvvisata‘, o meglio un’intervista per le strade del suo paese, Amatrice, quello nel quale non solo viveva e lavorava ma che amministrava, e amministra tutt’ora anche se ben poco è rimasto dopo il terremoto.

Sergio Pirozzi, primo cittadino del paese che maggiormente ha risentito, in termini di vittime, feriti e distruzione, degli effetti del sisma 6.0 e successive repliche, ha parlato con i giornalisti confermando la volontà di ricostruire il centro storico: “vogliamo ricostruire Amatrice con le vie come erano – ha detto – Dobbiamo dare speranza a questa gente“. Anche Pirozzi ha perso tutto dopo il terremoto e da due giorni non chiude occhio, lavorando alacremente per coordinare le operazioni insieme ai soccorritori e non solo; la sua volontà è quella di restare accanti ai concittadini ed interloquire con il governo per cercare di ottenere aiuti immediati, per poter così pensare alla ricostruzione.

Approfittando della presenza dei giornalisti ha voluto mandare un messaggio agli amatriciani, un “popolo dignitoso”: “possono contare sul loro sindaco che ha perso tutto proprio come loro.

E se non scappano i cittadini non scappa il sindaco. Amatrice risorgerà. Le promesse saranno mantenute. I sacrifici di tante generazioni sono andati in fumo in 10 secondi.

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Avevamo due strade: autocommiserarsi o reagire. Abbiamo deciso di reagire. La “macchina Italia” è stata straordinaria. La scuola andata giù; c’è stato sciacallaggio. La scuola comune – ha poi aggiunto – si è costituita parte civile: se ci fossero responsabilità è parte lesa”.

In merito al crollo dell’edficio pubblico, che di recente era stato oggetto di una serie di opere di ristrutturazione, il sindaco ha spiegato: “Se è stato fregato qualcuno è stato fregato il comune di Amatrice. Oggi abbiamo notificato ai carabinieri che ci costituiamo parte civile. Bruno Porro, mio assessore comunale, ha perso i genitori. Eppure è stato tutto il giorno accanto al suo sindaco anche per identificare tanti cadaveri. Ecco, queste persone ci sono ad Amatrice”. Infine ha confermato di essere stato contattato dal premier Renzi: “mi ha chiamato. Mi ha chiesto: “Come stai mister?”. Gli ho risposto: “Barcollo ma non mollo”. Ecco, lui mi chiama mister e io lo chiamo Matteo… Ma se non si riparte nella maniera giusta io lo combatterò” E infine ha aggiunto: “Non escludo che mi sia notificato avviso di garanzia, è un atto dovuto”.

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