Una speranza per Mesi

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Una speranza per Mesi

bambini_web--400x300Due ore dopo la morte di Nelson Mandela, in Sud Africa è nata Mesi: una bimba mezza xhosa e mezza swazi (due tra le principali etnie sudafricane), con gli occhi ancora incollati e i vagiti pretenziosi di cure di chi è venuto al mondo senza chiederlo. I genitori della piccola vivono nella township di Soweto, la più famosa baraccopoli del Paese, costruita sulle maceria della tolleranza in un epoca in cui essere neri era un reato, anche avere un ideale lo era, se poi ad averlo era un nero il reato lo si scontava con 27 anni di carcere. La madre di Mesi non lavora, ma quando si reca nel centro di Johannesburg perlomeno non è più presa a calci nell’orgoglio dai bianchi, mentre il padre, un ragazzone di 27 anni e dal fisico scolpito dalle ingiustizie, lavora saltuariamente con un’azienda che si occupa di smistare la pattumiera, recuperando pneumatici, farmaci scaduti e vetri. I nonni della bimba, si erano battuti contro l’apartheid, venendo sconfitti dall’odio, insegnando ai figli l’amore per le proprie radici e la convivenza, molto spesso difficoltosa, con afrikaner, bianchi, zulu, indiani, sotho, tswana, cinesi e quel che rimane dei calvinisti boeri.images

Questo era l’insegnamento che Mandela diede ai nonni di Mesi, i quali tramandarono questa indulgenza distillata ai propri figli, sperando che a loro volta insegnino alla neonata gli stessi valori umani, atrofizzati negli anni per una volontà di dominio. Quando Mesi sarà in grado di comprendere studierà chi era “Madiba”, la sua reclusione, il coraggio e le sue lotte per l’uguaglianza. Probabilmente lo imparerà su libri grandi, ma scritti con parole troppo piccole — la sorte che molto spesso tocca a uomini straordinari —, e forse anche lei tra vent’anni insegnerà ai propri figli la comprensione, senza indossare divise o annusare pelli differenti dalla propria. L’imperituro insegnamento nell’amare le differenze cavalcherà un epoca, girando il mondo, per poi presentarsi alla neonata quando sarà donna, stracciando ogni differenza o barriera, facendole ricordare un grande uomo che con il suo precetto umano, grazie a lui, sarà chiamata Mesi, non «negra!»

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