> > Addio a Barbara Spinelli, icona dell’eurospazio e del giornalismo italiano

Addio a Barbara Spinelli, icona dell’eurospazio e del giornalismo italiano

Addio a Barbara Spinelli, icona dell’eurospazio e del giornalismo italiano

Barbara Spinelli, icona dell’europarlamentareismo e del giornalismo, ci ha lasciato a 80 anni, tra omaggi di politici e ricordi di una vita dedicata all’Europa.

Il decesso di Barbara Spinelli ha colpito l’intero panorama politico-culturale italiano. L’annuncio, proveniente dalla sua famiglia, è stato accompagnato da un sentito ringraziamento al personale della clinica Villa del Rosario per le cure premurose ricevute negli ultimi giorni. Il funerale è stato deciso in forma strettamente privata, a dimostrazione della volontà di preservare l’intimità familiare.

Una carriera giornalistica che ha attraversato le principali redazioni italiane

Nata a Roma nel 1946, Barbara Spinelli ha iniziato la sua avventura professionale come cronista al Globo per poi approdare, poco dopo, alla nascita de La Repubblica. Lì ha incontrato Mario Pirani, con il quale ha condiviso gran parte della sua vita personale e professionale.

Negli anni ’80 si è trasferita a Parigi, dove ha operato come corrispondente per il Corriere della Sera e successivamente per La Stampa ricoprendo il ruolo di osservatrice diretta degli avvenimenti europei. Dopo un ritorno in Italia, ha collaborato nuovamente con La Repubblica prima di approdare, nel 2016, al Fatto Quotidiano dove ha continuato a scrivere fino al suo ultimo editorial, pubblicato il 10 marzo 2026, dal titolo “Pure questa guerra si poteva evitare”, incentrato sul conflitto USA-Iran.

Tematiche ricorrenti: antifascismo, pacifismo e federalismo europeo

Nel suo operato, Spinelli ha sempre tenuto al centro concetti come antifascismo e pacifismo riflettendo l’eredità dei genitori – Altiero Spinelli e Ursula Hirschmann – entrambi impegnati nella costruzione di un’Europa federale. I suoi articoli hanno spesso criticato l’attaccamento a forme di populismo delle élite e hanno denunciato la complicità internazionale nei confronti di conflitti, tra cui la guerra in Ucraina e le tensioni in Medio-Oriente.

Dal giornalismo alla politica: il mandato europeo

Nel 2014, spinta dal desiderio di trasformare le proprie idee in azione concreta, Barbara Spinelli ha co-fondato la lista “L’Altra Europa con Tsipras”, con l’obiettivo di sostenere la candidatura di Alexis Tsipras alla presidenza della Commissione europea. Alle elezioni europee, ha conquistato il maggior numero di preferenze sia nella circoscrizione Italia centrale che in quella meridionale, diventando la prima eletta della coalizione. Tuttavia, nel maggio 2015, ha definito il progetto “fallito” e ha lasciato la formazione politica, proseguendo il suo mandato come eurodeputata indipendente all’interno del gruppo Sinistra Unitaria Europea.

Le battaglie parlamentari e le parole contro il revisionismo storico

Durante la sua permanenza a Bruxelles, Spinelli ha difeso con veemenza il Manifesto di Ventotene ricordando al Parlamento europeo che il documento, redatto dal padre Altiero, rimane la bussola morale dell’Unione. Nel 2025, ha risposto alle dichiarazioni della premier Giorgia Meloni, rimarcando con ironia che la sua citazione aveva “fatto conoscere il Manifesto a più persone”. La sua postura critica verso le politiche di destra e la difesa di una Costituzione europea più solidale hanno lasciato un’impronta indelebile tra i colleghi.

Tributi e ricordi: la reazione del mondo politico

La notizia del trapasso è stata accolta con una serie di dichiarazioni da parte di rappresentanti di vari schieramenti. Il Movimento 5 Stelle ha definito Barbara Spinelli “un’amica, una collega, una voce inconfondibile per la pace, la giustizia sociale e l’integrazione europea”. Il leader del Movimento, Giuseppe Conte, ha sottolineato la sua “passione per la causa europeista e per la giustizia sociale”. Inoltre, i deputati del Partito Democratico hanno evidenziato il “vuoto lasciato nella politica europea”, mentre Angelo Bonelli di Europa Verde l’ha ricordata come “una giornalista libera, rigorosa e una voce autorevole dell’Europa della pace e dei diritti”. La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha scritto su X: “Sulle orme del padre Altiero Spinelli, ha dedicato il suo percorso alla riflessione sul futuro del progetto europeo”.

Oltre ai tributi istituzionali, molti colleghi hanno ricordato il suo spirito di solidarietà e la capacità di unire teoria e pratica, offrendo consigli preziosi a chi si avvicinava per la prima volta ai corridoi di Strasburgo. Il ricordo più sentito è stato quello di Spinelli come “sorella d’Europa”, una definizione che riecheggia la sua lunga battaglia per un continente più unito e più giusto.

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