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Afghanistan, i talebani: “Se gli Usa resteranno dopo il 31 agosto reagiremo”

Afghanistan, i talebani: “Se gli Usa resteranno dopo il 31 agosto reagiremo”, lo sostiene da Doha il portavoce e mediatore Suhail Shaheen

Suhail Shaheen, uno dei portavoce dei talebani

La situazione in Afghanistan si fa sempre più complicata in queste ore, con i talebani che dopo aver ribadito la volontà tutta ipotetica di adottare una linea “di governo” e non di scontro avvisano: “Se gli Usa resteranno dopo il 31 agosto reagiremo”.

A dirlo è stato uno dei tanti portavoce degli ex studenti delle madrasse coraniche, Suhail Shaheen, che è anche membro effettivo della squadra di negoziatori che sta cercando di portare a casa un risultato “tondo” anche in termini politici. In una intervista rilasciata a Skynews da Doha, dove tutto ebbe inizio il 28 febbraio 2020 con gli accordi stilati da Donald Trump, Shaheen ha voluto precisare che la linea ondivaga palesata nelle ultime ore dall’amministrazione Biden piace poco ai talebani.

I talebani: “Se gli Usa resteranno reagiremo”, lo dice il portavoce Shaheen

Insomma, siamo già sul piano dell’interlocuzione ufficiale. Ha detto il portavoce: “Se gli Stati Uniti o la Gran Bretagna cercheranno di guadagnare tempo per continuare le evacuazioni dall’Afghanistan ci saranno delle conseguenze”. Ma quali sono i segnali per cui Shaheen paventa il “gioco al traccheggio” di Biden? Alcune sue dichiarazioni di queste ore, fra cui spicca quella che il previsto ritiro delle truppe Usa entro il 31 agosto potrebbe essere procrastinato.

Ha incalzato il portavoce: “Il presidente Biden ha annunciato che il 31 agosto avrebbe ritirato tutte le truppe americane. Quindi se estendono il limite significa che stanno estendendo l’occupazione e non ce n’è bisogno. Se l’intenzione è continuare ad occupare l’Afghanistan si romperà la fiducia e ci sarà una reazione”. Per la serie quando la minaccia di tornare alla barbarie primigenia diventa ricatto politico.

“Se gli Usa resteranno reagiremo”, i talebani temono la linea ambigua di Biden

Poche ore prima Biden aveva rilasciato dichiarazioni a metà fra l’emotivo e l’insinuante: “Aiuteremo l’evacuazione dall’Afghanistan di cittadini di altri paesi, ne parleremo al G7 martedì”. E a chiosa del suo secondo discorso alla nazione sul tema Bidena aveva confermato l’ipotesi di estendere oltre il 31 agosto la permanenza delle truppe Usa in Afghanistan. Insomma, il capo della Casa Bianca sente la pressione dell’impopolarità che gli è caduta addosso per non aver sconfessato gli accordi di Doha e i talebani hanno assolutamente bisogno che al G7 il presidente Usa ci arrivi con una linea remissiva e certificata.

Scontro a fuoco a Kabul con commando sconosciuti, intanto i talebani minacciano: “Se gli Usa resteranno reagiremo”

Nelle ore scorse Shaheen si era schernito anche in merito alle news sulla “caccia al collaborazionista porta a porta” dei talebani, tutto questo mentre, dopo gli attacchi e le reazioni armate di Jalalabad, anche all’aeroporto di Kabul si è registrato uno scontro a fuoco tra le forze di sicurezza afghane e “assalitori non identificati”. A perdere la vita un fante afghano, mentre tre colleghi sono rimasti feriti in uno scambio di colpi che avrebbe coinvolto anche fanti-parà dell’82ma Divisione Usa ed effettivi dell’esercito tedesco. Lo riferisce al-Arabiya che riporta notizie confermate dai militari tedeschi, i più vicini agli spot caldi dello scalo aereo afghano.

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