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Alluvione in Nepal e Tibet: 157 morti e centinaia di dispersi tra i turisti

Alluvione in Nepal e Tibet: 157 morti e centinaia di dispersi tra i turisti

Una valanga di ghiaccio ha provocato un'inondazione lampo al confine tra Nepal e Tibet, causando 157 morti e centinaia di dispersi tra i turisti.

Le autorità nepalesi hanno confermato che un’alluvione al confine tra Nepal e Tibet ha causato 157 morti e centinaia di dispersi tra turisti e residenti nella giornata dell’evento nella contea di Gyirong mentre le operazioni di soccorso sono in corso. Ultimo aggiornamento: 27 agosto 2026.

La vicenda è rilevante per l’impatto transfrontaliero e per la presenza massiccia di turisti: le autorità hanno segnalato che risultavano dispersi 341 turisti provenienti da 26 Paesi con 133 indiani, quasi 50 dagli Stati Uniti e più di 30 dal Regno Unito.

La notizia ha attivato contatti istituzionali di alto livello tra i governi coinvolti.

Come è avvenuta l’alluvione e prime valutazioni tecniche

La catena causale ha visto una valanga di ghiaccio e detriti che ha ostruito il corso del fiume Lhende formando uno sbarramento che ha ceduto riversando masse d’acqua lungo il corso del Bhotekoshi nel distretto di Rasuwa.

Gli esperti hanno individuato nella valanga e nel cedimento del ghiacciaio sul versante nepalese la dinamica principale; lo specialista Saswata Sanyal ha indicato che il fiume ha raggiunto il livello massimo di piena a causa di quell’evento.

Il presidente cinese Jinping ha ordinato “di mobilitare tutte le risorse disponibili per soccorrere i feriti e ridurre al minimo le perdite umane.” Le autorità hanno inoltre sollecitato evacuazioni preventive lungo i corsi d’acqua vicini, in particolare sul Bhotekoshi il Trishuli e il Narayani a causa del rischio di ulteriori scarichi d’acqua dai bacini bloccati.

Operazioni di soccorso e risorse dispiegate

Le operazioni di ricerca e soccorso hanno visto l’impiego dell’Esercito nepalese, della polizia e della Armed Police Force. Sono stati mobilitati oltre 3.300 agenti di polizia, 1.697 militari e altre 656 persone in stato di allerta. Sono stati utilizzati sei elicotteri militari che hanno tratto in salvo 94 persone e cinque elicotteri civili che hanno soccorso altre 12 le squadre a terra hanno recuperato 27 persone.

Le autorità hanno segnalato 49 feriti ricoverati in ospedale. Sono stati impiegati droni per mappare i danni e individuare persone isolate, mentre convogli di rifornimenti si sono diretti verso le aree colpite nonostante percorsi ostruiti da sedimenti profondi anche 1,5 metri.

Danni infrastrutturali, impatto locale e numeri economici

Le piene hanno travolto case, strade e impianti idroelettrici. Il conto preliminare dei danni include 19 ponti e 40 chilometri di strade danneggiati, con una stima economica iniziale di 15 miliardi di rupie nepalesi pari a circa 84,3 milioni di euro. Nella sola contea di Gyirong sono stati riferiti almeno 3 morti e 265 dispersi secondo i soccorritori locali, mentre percorsi e infrastrutture rimangono fortemente compromessi.

Un pilota che ha partecipato alle ricognizioni ha descritto la scena aerea con queste parole: “Abbiamo visto onde alte dai cinque ai sei metri… grandi alberi e alcuni veicoli trascinati via dalla corrente”.

Discrepanze nei conteggi dei dispersi e riscontri internazionali

I numeri sui dispersi mostrano discrepanze tra i dati comunicati dalle autorità cinesi e nepalesi. Un aggiornamento ha indicato la presenza di 558 persone disperse con 260 cittadini stranieri secondo quanto reso noto dalle autorità locali in Tibet.

Parallelamente, il Nepal ha fornito un conteggio distinto che indicava 468 turisti e viaggiatori ancora irreperibili, di cui 393 stranieri e 75 nepalesi. Le autorità di più Paesi hanno attivato le rispettive ambasciate e cancellieri per il supporto alle operazioni di identificazione e localizzazione.

Il premier indiano Narendra Modi ha comunicato di aver sentito il primo ministro nepalese Balendra Shah e ha assicurato che l’India è pronta a fornire assistenza. Il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar ha inviato dieci tonnellate di aiuti e medicine essenziali.

Le operazioni di soccorso proseguono con difficoltà logistiche e condizioni meteorologiche avverse; le autorità hanno invitato le popolazioni lungo i fiumi a raggiungere luoghi più alti mentre sono in corso ulteriori verifiche sull’entità completa delle persone coinvolte.

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