Il Federal Anti-Monopoly Service (FAS) ha annunciato l’apertura di procedimenti nei confronti di sei operatori privati che gestiscono complessivamente 25 stazioni nella regione di Moscow. Le autorità ipotizzano che i gestori abbiano messo in atto un meccanismo di aumento dei prezzi sincronizzato, in contrasto con le norme sulla concorrenza.
La decisione del regolatore si inserisce in un quadro di tensione sui rifornimenti: dall’inizio dell’anno il prezzo medio della benzina al dettaglio è salito dell’11.6% arrivando a 72.38 rubles per liter entro la fine di giugno.
Questi numeri sono citati dalle autorità come parte delle motivazioni che hanno spinto a verifiche più ampie nel settore.
Accertamenti sulle dinamiche di prezzo nella regione di Moscow
Secondo gli atti del procedimento, il FAS sospetta che i sei gestori abbiano adottato aumenti tariffari congiunti che hanno avuto effetto simultaneo nelle stazioni interessate.
L’indagine mira a stabilire se tali rialzi rispondano a ragioni di mercato legittime oppure a una pratica anticoncorrenziale. Il rilievo dell’accusa è la possibile esistenza di una intesa tra operatori, comportamento che rientra nelle fattispecie perseguite dall’agenzia.
Contesto nazionale dei rincari e del razionamento
Le verifiche del FAS arrivano mentre in tutto il paese si registrano aumenti dei costi alla pompa e, in diverse aree, anche misure di razionamento del carburante.
I disservizi sono stati collegati a interruzioni della capacità di raffinazione derivanti da attacchi contro impianti e reti di distribuzione del combustibile. Il risultato è stato un aumento generalizzato della pressione sui prezzi e, in alcune zone, la temporanea indisponibilità di benzina presso le stazioni indipendenti.
Provvedimenti in altre regioni: Saratov e Orenburg
Oltre all’azione nella regione di Moscow, il FAS ha individuato presunte violazioni anche nella Saratov region e nella Orenburg region entrambe confinanti con il Kazakhstan. Nella Engelssky district della Saratov region, l’agenzia ha emesso un avvertimento formale a una catena di distribuzione che detiene una posizione considerata dominante, intimando la riduzione di aumenti ritenuti predatori entro il 31 luglio. La misura sottolinea il ruolo del FAS nel tutelare la concorrenza locale quando sussistono segnali di abuso di posizione dominante.
Accuse nella Orenburg region
Nella Orenburg region il FAS ha contestato a tre distributori all’ingrosso pratiche di collusione finalizzate a incrementare il prezzo del diesel sul mercato all’ingrosso. Al momento non è stato specificato se dalle verifiche emergeranno accuse formali: l’istruttoria è volta a ricostruire le dinamiche contrattuali e di approvvigionamento che hanno portato alle variazioni di prezzo osservate.
Le operazioni del regolatore riflettono l’intensificazione dei controlli dopo l’apertura di precedenti indagini su operatori all’ingrosso e su alcune catene di pompe nella capitale. L’obiettivo è valutare se gli aumenti dei listini siano riconducibili esclusivamente a vincoli di offerta o se ci sia stato un vantaggio illecito sfruttando la congiuntura.
Impatto economico e stima delle riserve
Il quadro delle riserve nazionali è stato richiamato anche dalle autorità politiche: il Presidente Vladimir Putin ha riconosciuto l’esistenza di “una certa carenza” di carburante, stimando le riserve totali di benzina a circa 1.7 million metric tons con una riduzione del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questa contrazione della disponibilità contribuisce a spiegare, almeno in parte, il rialzo dei prezzi e le tensioni sul mercato.
Nel contesto delle verifiche, il FAS deve determinare fino a che punto la scarsità di prodotto sia stata la causa principale dei rincari o se alcuni soggetti di mercato abbiano approfittato della situazione mediante comportamenti anticoncorrenziali. Le decisioni dell’agenzia potranno includere sanzioni, ordini di correzione dei prezzi o ulteriori approfondimenti sui modelli di approvvigionamento e distribuzione.
La vicenda resta in evoluzione: il combinato di controlli amministrativi e di misure emergenziali sulle forniture continuerà a condizionare il mercato del carburante nelle regioni più colpite, con possibili ripercussioni sui prezzi alla pompa e sulle pratiche commerciali degli operatori.
