Valter Lavitola è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo Investigativo con l’accusa di essere il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci avvenuto a Pomezia, vicino a Roma, nell’episodio giudiziario seguito dalla Procura di Roma coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi. Ultimo aggiornamento: 12 agosto 2026.
La notizia è rilevante per il servizio pubblico perché ha avuto ripercussioni immediate sulla trasmissione Report e ha messo sotto pressione le strutture di governance della Rai.
L’arresto ha inoltre motivato l’avvio di un audit interno aziendale e l’intervento del Comitato Etico.
Perché la vicenda interessa la Rai e il servizio pubblico
L’inchiesta ha ricostruito elementi che gli inquirenti ritengono riconducibili a un metodo mafioso aggravante inserita nell’ordinanza cautelare emessa dal gip di Roma. La vicenda ha riacceso il dibattito sul ruolo del conduttore e sul controllo editoriale del programma di approfondimento.
All’interno della redazione di Report si sono acuite le tensioni tra la direzione della testata e i promotori di un comitato editoriale. Il conduttore storico Sigfrido Ranucci ha ricevuto sia sostegno sia critiche; i suoi collaboratori Giorgio Mottola e Giulio Valesini hanno promosso un documento votato all’unanimità per costituire un comitato che definisca le inchieste e le modalità di messa in onda.
Fatti d’indagine e interrogatori
Le indagini coordinate da Francesco Lo Voi hanno portato all’arresto di Lavitola e di quattro presunti esecutori materiali dell’attentato: Antonio Passariello, Saverio Mutone, Pellegrino D’Avino e Marica De Filippis, quest’ultima agli arresti domiciliari. Le accuse a loro carico includono detenzione e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, con l’aggravante di aver agito in più di cinque persone.
Secondo gli atti, gli investigatori hanno utilizzato tabulati telefonici e telematici, celle telefoniche, tracciamento dei veicoli e analisi forense dei cellulari sequestrati per ricostruire i sopralluoghi a Pomezia e gli spostamenti del gruppo nei giorni precedenti l’attentato.
Audizioni in Rai e posizioni ufficiali
Il Comitato Etico della Rai, guidato da Delia Gandini ha già ascoltato Sigfrido Ranucci e sta completando un rapporto che potrebbe essere trasmesso all’amministratore delegato Giampaolo Rossi. L’azienda ha avviato un audit interno per valutare la linea editoriale del programma e la tenuta organizzativa.
Ranucci ha continuato a lavorare al nuovo ciclo di Report e ha partecipato a un’audizione; il suo legale, Roberto De Vita, ha definito positivo l’esito dell’audizione davanti al Comitato Etico e ha affermato che Ranucci ha fornito elementi destinati a fugare dubbi sulle ricostruzioni relative alla conduzione del programma.
Reazioni politiche e sviluppi processuali
La vicenda ha suscitato interventi sul piano politico; il vicepremier Matteo Salvini ha dichiarato: “Sì, credo che ci dovrebbe essere una pausa” e la replica del conduttore è arrivata sui social con questa frase: “Il ministro Salvini chiede alla Rai la mia sospensione”.
Dall’interrogatorio di Lavitola sono emersi elementi che hanno indotto i difensori degli indagati a chiedere interrogatori per i loro assistiti. La difesa di Lavitola starebbe valutando un nuovo interrogatorio davanti al pm e si prevede il deposito di un ricorso al Tribunale del Riesame contro le esigenze cautelari e l’aggravante del metodo mafioso.
Le indagini proseguono e la Rai deve decidere in tempi brevi sulla programmazione di Report prima dell’inizio della prossima stagione; il procedimento giudiziario resta aperto nel territorio di Pomezia e nella giurisdizione della Procura di Roma.
