> > Arresti nella polizia locale di Milano: peculato e arresto illegale

Arresti nella polizia locale di Milano: peculato e arresto illegale

Arresti nella polizia locale di Milano: peculato e arresto illegale

All'alba di giovedì, cinque agenti della polizia locale di Milano sono stati arrestati per gravi accuse, tra cui peculato e arresto illegale. L'inchiesta è partita da una denuncia per la scomparsa di 1.400 euro.

Un’inchiesta che ha scosso il corpo della polizia locale di Milano è partita da un episodio apparentemente banale: la scomparsa di 1.400 euro in contanti durante un fermo. All’alba di giovedì, cinque agenti, tra cui un ufficiale, sono stati arrestati dai loro stessi colleghi con accuse pesanti come arresto illegalefalso ideologico e peculato.

L’inchiesta che ha portato agli arresti

Tutto è iniziato con la denuncia di una persona arrestata il 16 luglio dagli agenti indagati. Secondo la ricostruzione, durante il fermo, 1.400 euro in contanti sarebbero scomparsi dalle tasche dell’arrestato senza alcuna spiegazione. La denuncia ha innescato un’indagine coordinata dal pm Giovanni Tarzia che ha portato, in soli quindici giorni, agli arresti di Mattia Rignanese, Denni Dileo, Vincenzo Compagnone, Rosario Piscopo e la commissaria Ilenja Sabato.

Il ruolo del Comandante Gianluca Mirabelli

Il Comandante della Polizia Locale, Gianluca Mirabelli ha commentato la vicenda sottolineando la rapidità con cui il corpo ha reagito: “Dalla segnalazione ricevuta – commenta il Comandante della Polizia Locale, Gianluca Mirabelli – sono bastati quindici giorni per ricostruire, con la guida dell’Autorità Giudiziaria, una vicenda indubbiamente dolorosa, ma che dimostra quanto il Corpo sappia reagire e sia refrattario a condotte per le quali non esistono giustificazioni.”

Il caso Bruna e le accuse di lesioni

Tra gli arrestati, spicca il nome di Vincenzo Compagnone, già a processo per lesioni nei confronti di Bruna, una donna transessuale aggredita a manganellate il 24 nella zona dell’Università Bocconi. L’episodio, ripreso con un telefonino, mostra Bruna ricevere manganellate al braccio e alla testa, oltre a essere spruzzata con spray urticante mentre era inerme sull’asfalto.

Le dichiarazioni del gip Elio Sparacino

L’ordinanza del gip Elio Sparacino ha evidenziato la gravità dei reati contestati: “Pur considerando che si tratta di soggetti incensurati, va evidenziato come i reati di cui sono provvisoriamente accusati, come peculato, falso, arresto illegale e calunnia, siano di estrema gravità se solo si pensa, come più volte evidenziato, che in base ai soli atti falsi sottoscritti dalla commissaria capo e dai suoi uomini un soggetto è stato privato della libertà personale per un non breve periodo di tempo e altri sono stati arrestati sulla base di atti artatamente confezionati dagli indagati.”

Gli interrogatori degli arrestati si svolgeranno il 7 agosto mentre l’inchiesta continua per approfondire altri episodi simili emersi durante le indagini. La vicenda ha messo in luce non solo le gravi accuse contro i cinque agenti, ma anche la capacità del corpo di polizia locale di Milano di reagire prontamente a condotte illecite.

Il Comandante Mirabelli ha voluto difendere l’onorabilità del corpo, sottolineando che “non saranno certo cinque singoli individui a compromettere l’onorabilità di oltre 3.300 donne e uomini che ogni giorno svolgono il proprio dovere con dignità, rigore e profondo senso delle istituzioni”.

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