Bimbo di 19 giorni morto in casa, condannati i genitori
Bimbo di 19 giorni morto in casa, condannati i genitori
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Bimbo di 19 giorni morto in casa, condannati i genitori

Bimbo di 19 giorni morto in casa, condannati i genitori

Secondo le autorità inglesi Bailey Smyth-Osborne, bimbo di appena 19 giorni morto in casa, avrebbe subito maltrattamenti dai genitori.

Secondo le autorità inglesi Bailey Smyth-Osborne, bimbo di appena 19 giorni morto in casa, avrebbe subito maltrattamenti dai genitori, che avrebbero peggiorato le sue condizioni di salute. Per Marina Smyth, di 21 anni, e Michael Osborne, di 22, la condanna ammonterebbe fino a 10 anni. I due si proclamano innocenti.

Lesioni sul corpo

Il primo esame del medico legale aveva stabilito che il bimbo di 19 giorni fosse morto per colpa di una grave forma di polmonite. A dare il colpo di grazia al piccolo sarebbe stata la manifestazione della sepsi, dovuta proprio alle difficoltà respiratorie del bambino. L’esame autoptico sul suo corpo, però, avrebbe dimostrato che la vittima sarebbe stata brutalmente picchiata con un corpo contundente. In particolare, le lesioni più gravi sarebbero state individuate all’altezza della testa e sul pene. Dall’esame è emersa anche una pesante frattura alla gamba. Condizioni che certamente non hanno provocato la morte della giovanissima vittima, ma che ne certificherebbero – secondo gli agenti – la violenza dei maltrattamenti e lo stato di generale abbandono.

Il ritrovamento

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, in base a quanto riferito dai vicini, il piccolo avrebbe urlato per 30 minuti prima che la madre lo trovasse fermo e rigido sul suo lettino.

Secondo quanto riportato da Mirror, il procuratore Jennifer Knight è convinta di come a maltrattare il bambino sarebbe stato uno dei due genitori, mentre l’altro sarebbe reo di non essere intervenuto per impedire i maltrattamenti. I due principali indagati rischierebbero 10 anni di carcere per abbandono e maltrattamento di minore.

La versione dei genitori

Marina Smyth ricorda di essersi svegliata alle 10 del mattino e di aver trovato il bimbo freddo e rigido nella sua culla. La donna avrebbe chiamato il compagno Michael Osborne per accertarsi delle condizioni del bambino. I due poi avrebbero raccontato di aver chiamato un’ambulanza, ma all’arrivo di quest’ultima i paramedici avrebbero constatato lo stadio avanzato del rigor mortis. Al di là delle effettive ragioni della morte del piccolo, le autorità inglesi sono convinte della colpevolezza dei due genitori per le lesioni che sono state ritrovate sul corpo: in base all’esame autoptico sarebbe indubbio per la procura che la tibia del bimbo si sarebbe rotta a seguito di uno strattonamento, mentre le ferite ai genitali, seppure non gravi, potrebbero essere ricondotte all’uso di un paio di forbici.

Precedenti

Bailey si aggiunge purtroppo ad una crescente lista di bimbi maltrattati. Come il bimbo di 17 mesi, dimenticato dalla mamma in auto e lasciato chiuso nella vettura per 8 ore con 33 gradi, il 20 luglio 2018. La madre, Emily Bird, aveva parcheggiato di fronte ad un ufficio di Pembroke Pines, in Florida, dove lavorava. Per il piccolo non c’è stato niente da fare. Guardando in casa nostra, il piccolo Bailey ricorda il bimbo di Marsala, che 25 e il 26 ottobre 2013 è stato abbandonato in casa dai genitori ed è morto perché bisognoso di assistenza. Il tribunale di Trapani aveva condannato la madre e il suo compagno per abbandono di incapace. Per entrambi, però, la pena è stata sospesa, poiché la difesa ha sostenuto che gli imputati non avrebbero potuto apportare alcun contributo per scongiurarne la morte piccolo.

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Andrea Danneo
Andrea Danneo 258 Articoli
Palermitano di nascita, milanese acquisito, ho iniziato a scrivere di Rugby e di Basket sul web. Dopo una bella esperienza in un sito di informazione locale, mi sono laureato in Lettere moderne a Milano e ho concluso la mia formazione alla scuola di Giornalismo dell'Università Cattolica. Lettore di libri incallito, inseguo il sogno di raccontare le piccole e grandi storie, sia in forma scritta, sia in video.