L’Europa sta vivendo un’ondata di calore senza precedenti, con temperature record che stanno causando gravi disagi e un numero allarmante di vittime. Secondo i dati più recenti, dal 21 giugno sono stati registrati oltre 1.300 decessi in eccesso legati alle alte temperature. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato un allarme, sottolineando che l’Europa è il continente che si sta riscaldando più velocemente sulla Terra, con un aumento delle temperature doppio rispetto alla media globale.
Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus ha definito lo stress da calore come il ‘killer silenzioso’ evidenziando che le infrastrutture europee non sono adeguate per affrontare queste temperature estreme. Le scuole, i luoghi di lavoro e le case non sono progettati per resistere a un caldo così intenso, aumentando il rischio per le persone più vulnerabili.
Le temperature record in Europa
Le temperature record registrate in diverse parti d’Europa sono allarmanti. In Francia, la città di Pissos ha raggiunto i 44,3 °C mentre in Portogallo e nel sud della Spagna si sono toccati i 42,7 °C. Anche il Regno Unito ha registrato temperature eccezionali, sfiorando i 38 °C. In Italia, città come Roma, Firenze, Bologna, Milano e Torino hanno visto temperature elevate, con bollino rosso e blackout ripetuti a causa del surriscaldamento dei cavi elettrici.
Queste temperature estreme non solo mettono a rischio la salute delle persone, ma causano anche gravi disagi alle infrastrutture. Le reti elettriche sono sotto pressione, con un aumento della domanda di condizionamento che ha portato a blackout in diverse città. Gli agricoltori sono costretti a lavorare di notte per evitare il caldo intenso, e le scuole hanno dovuto chiudere per garantire la sicurezza degli studenti.
Le conseguenze sulla salute e le misure di prevenzione
Il caldo estremo ha un impatto significativo sulla salute, soprattutto per le persone più vulnerabili come anziani, malati cronici e bambini piccoli. Il professor Fabrizio Pregliasco direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano La Statale ha spiegato che il rischio per queste categorie rimane elevato fino a martedì 30 giugno. I temporali previsti non determineranno un reale sollievo diffuso, e il caldo intenso continuerà a mettere a dura prova l’organismo.
Dal punto di vista sanitario, è fondamentale mantenere attive tutte le misure di prevenzione e protezione delle persone più fragili. Pregliasco ha sottolineato che l’organismo è già sottoposto a uno stress importante dopo diversi giorni consecutivi di caldo estremo. I colpi di calore, la disidratazione e lo scompenso delle patologie cardiovascolari e respiratorie possono continuare a manifestarsi anche quando iniziano i temporali.
L’OMS ha pubblicato una guida aggiornata per contrastare i rischi legati al caldo, con raccomandazioni specifiche per governi, città e servizi sanitari. La guida include misure per identificare le popolazioni a rischio, migliorare la comunicazione e rafforzare la resilienza del sistema sanitario. Tra le raccomandazioni, ci sono l’uso di spazi freschi e climatizzati, l’accesso all’acqua e la creazione di centri di raffrescamento.
Il futuro del caldo estremo in Europa
Il cambiamento climatico sta rendendo le ondate di calore più frequenti, intense e lunghe. Secondo i dati del Lancet Countdown l’estate del 2026 ha causato in Europa più di 60.000 morti premature per il caldo, il 2026 oltre 47.000 e il 2026 circa 62.000. Il numero di allerte giornaliere per caldo estremo è aumentato del 318% rispetto agli anni Novanta.
Per affrontare questa emergenza, è necessario un approccio integrato che coinvolga sanità, urbanistica, servizi sociali e protezione civile. La guida dell’OMS sottolinea l’importanza di pianificare misure di adattamento e resilienza al caldo, con un’attenzione particolare alle popolazioni più vulnerabili. Solo attraverso un’azione coordinata sarà possibile ridurre l’impatto del caldo estremo sulla salute e sulle infrastrutture.
