> > Caro carburanti, Eni fissa un tetto ai prezzi: la misura parte dal 28 settembre

Caro carburanti, Eni fissa un tetto ai prezzi: la misura parte dal 28 settembre

Caro carburanti, Eni fissa un tetto ai prezzi: la misura parte dal 28 settembre

Caro carburanti, Eni fissa un price cap su benzina e gasolio: il tetto scatterà dal 28 settembre e potrà durare fino a fine anno

Il caro carburanti torna al centro dell’attenzione con la decisione di Eni di introdurre un tetto massimo ai prezzi di benzina e gasolio. Il price cap, operativo dal 28 settembre, arriva mentre si riducono gli sconti sulle accise e i listini alla pompa restano elevati, alimentando il dibattito sulle misure necessarie per contenere l’impatto sui consumatori.

Caro carburanti, Eni fissa un tetto massimo dei prezzi di diesel e benzina

Come riportato dal Corriere, un intervento per contenere il caro carburanti arriva da Eni, che attraverso Enilive ha stabilito un price cap di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio. Il nuovo limite sarà operativo dal 28 settembre per una prima durata di 30 giorni, con la possibilità di prolungarlo fino alla fine dell’anno, in base all’evoluzione del mercato e degli approvvigionamenti.

La misura interessa la rete Eni, composta da oltre 4.000 stazioni di servizio in Italia, e arriva in una fase particolarmente delicata: dal 26 settembre al 5 ottobre lo sconto sulle accise del diesel, Iva compresa, scenderà infatti da 12,2 a 6,1 centesimi al litro.

La decisione è stata accolta positivamente da Palazzo Chigi. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato dell’iniziativa come di un esempio di “sistema Paese”, sottolineando: “Preferiamo responsabilità, collaborazione e mercato, non interventi dirigisti o nuove tassazioni sugli extraprofitti“.

Il governo ha inoltre ringraziato Eni definendo il provvedimento «un lodevole atto di attenzione all’Italia», orientato a contenere l’impatto dei rincari su famiglie e imprese. Secondo la società, la riduzione dell’offerta internazionale di prodotti raffinati e la minore capacità di raffinazione europea hanno contribuito all’aumento dei costi. Eni ha spiegato di voler offrire un nuovo “contributo di solidarietà al Paese”, dopo avere già assorbito da marzo una parte degli incrementi delle quotazioni internazionali.

Caro carburanti, il sostegno dei consumatori e il nuovo confronto con le aziende

L’annuncio è stato accolto con soddisfazione anche dall’Unione nazionale consumatori. Il presidente Massimiliano Dona ha definito il provvedimento «un’ottima notizia», aggiungendo: «Non possiamo che esprimere il nostro consenso e il plauso per questa iniziativa di Eni di mettere un tetto massimo al prezzo dei carburanti». Dona ha però invitato gli automobilisti a verificare sempre i prezzi effettivamente applicati e a confrontare le tariffe attraverso l’Osservaprezzi carburanti del Mimit, prestando attenzione all’insegna Enilive. Nel frattempo, i dati del ministero mostrano quanto sia ancora elevata la pressione sui listini: il 25 settembre il prezzo medio nazionale in modalità self era di 2,154 euro al litro per la benzina e 2,338 euro per il gasolio.

Sul fronte industriale, Eni sottolinea inoltre il ruolo delle proprie attività di raffinazione e delle bioraffinerie di Venezia e Gela, insieme agli interventi sul sito di Livorno, considerati parte della strategia per mantenere capacità produttiva e occupazione in Italia. Intanto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e quello dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin hanno convocato per l’8 ottobre le aziende della raffinazione e della produzione di derivati, con l’obiettivo di valutare un incremento della produzione nazionale per attenuare gli effetti dello scenario internazionale sull’approvvigionamento.

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