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Codice della Strada: le principali modifiche in discussione dal MIT

Codice della Strada: le principali modifiche in discussione dal MIT

Il MIT ha presentato una proposta di riforma del Codice della Strada che introduce novità su patenti, multe e sicurezza. Scopri le principali modifiche in discussione.

Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (MIT) ha avviato una consultazione pubblica per una riforma complessiva del Codice della Strada con l’obiettivo di adeguare le norme alle esigenze attuali degli utenti della strada. La proposta, già presentata alle associazioni di settore il 21 luglio, sarà aperta a osservazioni fino al 13 settembre, con l’intenzione di presentare una nuova legge delega in Parlamento già in autunno.

Tra le principali novità in discussione ci sono l’introduzione della patente digitale la revisione delle sanzioni per i limiti di velocità e nuove regole per i veicoli a due ruote. La riforma punta a semplificare il sistema sanzionatorio e a migliorare la sicurezza stradale, con un occhio di riguardo per gli utenti più vulnerabili.

Patente digitale e documenti di guida

Una delle novità più rilevanti riguarda l’adozione della patente digitale. Dal 4, la versione digitale della patente di guida è già disponibile tramite l’app Documenti su IO, ma la nuova riforma prevede di rendere superfluo il possesso del documento fisico. Le forze dell’ordine potranno accedere alle informazioni necessarie direttamente attraverso le banche dati digitali, eliminando la necessità di portare con sé la patente cartacea o la versione su smartphone.

In modo simile, anche i verbali delle multe potrebbero essere compilati elettronicamente, con le notifiche inviate tramite la piattaforma SEND. Le sanzioni accessorie verrebbero registrate automaticamente negli archivi informatici, riducendo il margine di errore legato ai passaggi manuali. La riforma punta anche a semplificare il sistema sanzionatorio, riducendo le attuali 82 fasce a circa 21, con importi maggiormente rapportati alla gravità delle infrazioni.

Nuove regole per motociclisti e ciclisti

La proposta di riforma introduce anche nuove regole per i motociclisti e i ciclisti. Tra le novità più rilevanti ci sono l’obbligo di casco e contrassegno per le super-bici spesso utilizzate dai rider, e la possibilità per i motociclisti di usare la corsia di emergenza in autostrada in caso di rallentamenti. Inoltre, le sanzioni per le due ruote in divieto di sosta potrebbero essere dimezzate.

Per quanto riguarda i limiti di velocità la riforma prevede sanzioni più severe per le violazioni dei limiti più alti, in considerazione della maggiore pericolosità. Ad esempio, in autostrada, chi supera il limite di 130 km/h potrebbe pagare 10 euro in più per ogni chilometro in eccesso, con una sanzione che può arrivare fino a 400 euro per chi corre a 170 km/h. Sulle strade con limite a 50 o 30 km/h, le sanzioni sarebbero di 5 euro a km orario in eccesso.

Patente a 17 anni e autotrasporto

La riforma prevede anche l’abbassamento a 17 anni dell’età minima per il conseguimento della patente C1 e l’anticipo di un anno per l’accesso alla Carta di Qualificazione del Conducente. Secondo il ministero, questa misura servirebbe ad avvicinare la normativa italiana ai futuri adeguamenti europei. Più controversa è l’ipotesi di consentire temporaneamente la guida professionale con la sola patente C, senza CQC, agli autisti già iscritti a un corso di qualificazione iniziale, a condizione che il percorso venga completato entro dodici mesi.

L’obiettivo della riforma è quello di arrivare a un testo che sia il più vicino possibile alle esigenze degli automobilisti, con la sicurezza della circolazione come priorità. Il MIT ha illustrato i punti principali al centro del confronto con operatori e associazioni di settore, con l’intenzione di raccogliere osservazioni e suggerimenti per migliorare la proposta prima della presentazione in Parlamento.

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