Come fare lo yoga in casa
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Come fare lo yoga in casa

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Praticare lo yoga in casa non è così difficile come potrebbe sembrare, basta avere un tappetino e scegliere una stanza per poter cominciare.

Lo Yoga è un mezzo di realizzazione e salvezza spirituale, quindi variamente interpretato a seconda della scuola, nella quale viene insegnato. Nel linguaggio comune attuale con questa parola si intende un insieme di attività che spesso hanno poco a che fare con lo Yoga tradizionale. Molte persone, sebbene attratte dallo yoga, non possono frequentare regolarmente un corso sia per impegni lavorativi e familiari sia per questioni economiche. Questo però non deve scoraggiare l’aspirante allievo yoga che può muovere i primi passi in questo straordinario mondo anche da solo e comodamente a casa propria. In tal caso, però, sono necessari alcuni accorgimenti preparatori alla seduta di yoga in modo che possa svolgersi comodamente e senza intoppi. Per prima cosa bisogna scegliere una stanza e non cambiarla per nessun motivo. Non sono necessari materiali appositi o una location particolare, un tappetino e una stanza semplice sono più che sufficienti.

Qualora si volesse arricchire l’ambiente con accessori come candele, incensi o lampade con luci soffuse, niente e nessuno vieta di farlo. La cosa più importante è concentrarsi solo su questa attività senza distrazioni esterne come cellulari, o persone che potrebbero distogliervi dall’attività. Il primo mondo che l’allievo deve scoprire è quello degli “asana”, ovvero degli atteggiamenti posturali tipici dello yoga. Queste posizioni si possono scoprire prima da un punto di vista muscolo-articolare, poi, in modo pratico. Le posizioni non si possono classificare “facili” o “difficili” perché il grado di difficoltà non può essere stabilito oggettivamente o a priori, ma dipende da persona a persona. Certo è che ci sono alcune posizioni adatte ai principianti, altre ritenute più “avanzate”. Il primo esercizio che di solito l’aspirante è “il saluto al sole”.

Successivamente, dopo la prima posizione sopramenzionata, si consiglia di passare alla fase statica della lezione spesso ritenuta più complessa tanto a livello fisico che mentale.

Parliamo delle posizioni sedute, dalle quali si può partire scegliendo quelle con le quali l’allievo può avere familiarità, in quanto usate anche nella ginnastica tradizionale. Tra queste possiamo menzionare la posizione della pinza o il triangolo a terra, tutti esempi di piegamento in avanti. Per quanto concerne, invece, i piegamenti all’indietro, le varianti più semplici della locusta o della posizione del ponte potranno essere conosciute facilmente con la pratica. Ma abbiamo parlato prima di una parte statica, infatti lo yoga non è mero esercizio fisico, dunque le posture vanno arricchite da un’attenzione al respiro che deve essere costante. Questa dovrebbe comportare una concentrazione completa sull’asana, cioè sulla posizione eseguita. Quando il tempo di mantenimento si considera eseguito, si scioglie la pozione e successivamente si passa alla fase di rilassamento che può essere realizzata a terra ad esempio con la posizione del cadavere o accovacciata con la posizione del bambino, ma anche seduta.

Questi sono solo alcuni consigli per incoraggiare tutti coloro che decidono di avvicinarsi allo yoga autonomamente. Si deve ricordare che comunque un insegnante qualificato è un aiuto fondamentale per chiunque voglia approfondire il cammino dello yoga. L’allievo praticante potrà, in ogni modo, trovare ampi chiarimenti di questi asana in molti testi oltre che sul web con immagini che indicano di volta in volta le posizioni da assumere.

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