Il 12 agosto 1944, le truppe naziste, con la complicità dei fascisti locali, compirono una delle pagine più nere della nostra storia. A Sant’Anna di Stazzema, 560 persone, tra cui 130 bambini, furono brutalmente uccise. Ottantadue anni dopo, la memoria di quella strage continua a essere viva, con una cerimonia di commemorazione che ha visto la partecipazione, per la prima volta, di un esponente del Governo meloni.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha portato il saluto del governo, sottolineando come quella tragedia debba essere un monito per il presente. “Il nazismo e il fascismo sono tragedie del passato che non torneranno in quelle forme”, ha dichiarato Tajani, “ma anche oggi l’Europa e il mondo sono attraversati dallo stesso spettro dell’intolleranza, dell’estremismo, della falsificazione ideologica.”
Un monito per il presente
Tajani ha parlato di “spinte che tentano di delegittimare la dignità e la credibilità delle istituzioni democratiche” e di “disinformazione sistematica veicolata dai moderni sistemi di informazione di massa”. Un discorso che ha richiamato, in modo inquietante, quanto accadde in Europa nella prima metà del ventesimo secolo.
Il ministro ha anche fatto riferimento alle guerre attuali, citando l’aggressione russa all’Ucraina e i regimi totalitari che possiedono o mirano a ottenere armi atomiche.
“Sant’Anna di Stazzema deve insegnarci che è importante non solo commemorare una tragedia, ma deve essere anche un monito per il futuro”, ha aggiunto Tajani.
La partecipazione delle istituzioni
Alla cerimonia hanno partecipato numerose personalità istituzionali, tra cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ricordato le vittime innocenti massacrate nelle campagne della provincia di Lucca. “Un crimine e le sue vittime che sono stati ricordati oggi in una partecipata cerimonia”, ha dichiarato Mattarella.
L’orazione ufficiale è stata affidata a Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, che ha sottolineato come “la nostra presenza oggi è un rinnovato atto di fede nei valori della costituzione repubblicana, che era, è e sarà sempre antifascista e democratica”. Conte ha anche lanciato una stoccata all’attuale maggioranza, affermando che “chi si confessa patriota dovrebbe essere qui per onorare la patria”.
Le altre voci istituzionali
Tra gli interventi anche quello del sindaco di Stazzema Maurizio Verona, che ha invitato a discutere la proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda e la diffusione dei simboli del fascismo. “Oggi ricordiamo le vittime di quella barbarie con dolore, rispetto e profonda commozione”, ha commentato il presidente del Senato Ignazio La Russa.
Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha fatto eco a queste parole, affermando che “questa terribile pagina della nostra storia richiama tutti al dovere di respingere ogni forma di odio e violenza e di custodire i valori della pace e della libertà”.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha osservato che “ricordare quanto accadde il 12 agosto 1944 significa custodirne la memoria affinché continui a essere un severo monito e al tempo stesso il riconoscimento delle nostre comuni cicatrici repubblicane”.
La memoria come dovere
La segretaria del Pd Elly Schlein, assente alla cerimonia, ha comunque ricordato l’importanza della memoria. “La memoria dell’orrore nazifascista e dei martiri di Sant’Anna è un dovere, perché la storia non si riscrive e non si dimentica”, ha dichiarato Schlein.
La strage di Sant’Anna di Stazzema rimane una ferita aperta nella nostra storia, un simbolo dell’abisso in cui le guerre possono precipitare. La commemorazione di quest’anno, con la partecipazione per la prima volta di un esponente del governo Meloni, ha sottolineato l’importanza di non dimenticare e di trarre insegnamenti per il presente e il futuro.
