Cosa si nasconde dietro i nickname dei rapper e beatmaker italiani?
Cosa si nasconde dietro i nickname dei rapper e beatmaker italiani?
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Cosa si nasconde dietro i nickname dei rapper e beatmaker italiani?

Cosa si nasconde dietro i nickname dei rapper e beatmaker italiani?
Cosa si nasconde dietro i nickname dei rapper e beatmaker italiani?

Cosa c’è dietro i nomi dei rapper italiani? E perchè usano dei nickname? Ecco una carta d’identità dei principali artisti per soddisfare le vostre curiosità.

Vi siete mai chiesti perchè i rapper utilizzano pseudonimi al posto dei loro nomi veri? A volte sono banali diminutivi ma, molto spesso, c’è una storia dietro alle loro scelte… Eccone un assaggio. Per la vostra curiosità.

Articolo 31: J-Ax (Alessandro Aleotti) e Dj Jad (Luca Perrini) fondarono il duo hip-hop chiamandolo, all’inizio, “Articolo 41”. L’art. 41 è un articolo della legge italiana che prevede l’esenzione dal servizio militare a causa di sindromi nervose. Poi lo cambiarono in Articolo 31, dall’art. 31 della Costituzione Irlandese che garantisce la libertà di opinione sui media.

Caparezza: all’anagrafe Michele Salvini. Opta per questo pseudonimo da un soprannome che gli darono per quella sua folta capigliatura che ora lo caratterizza. Caparezza, in dialetto barese, significa “testa riccia”.

Club Dogo: il gruppo di Guè, Jake la Furia e Don Joe trae il suo nome dalla razza canina del Dogo Argentino, cane aggressivo e particolarmente adatto alla caccia.

Coez: è sempre stato il suo tag da quando realizza graffiti.

Dall’età di 13 anni. Gli piacevano quelle lettere.

Danno: “Me chiamo Danno perchè rompo tutto ciò che tocco”. Non c’è altro da aggiungere.

Egreen: un nome che arriva dai tempi del liceo, quando “smazzava come un pazzo”.

Emis Killa: Emis è il diminutivo di Emiliano, il suo nome di battesimo. Killa deriva da “assassino”, killer, in inglese. Un appellativo che si è scelto dopo aver vinto il “Tecniche Perfette” nel 2007, in quanto capace di “uccidere” con le rime.

Fabri Fibra: Fabrizio Tarducci è il suo nome di battesimo. Il suo pseudonimo nasce in modo del tutto casuale. Un giorno vide il suo nome abbreviato scritto su un foglio e si rese conto che, invertendo le vocali, usciva fuori la parola “fibra”.

Gemitaiz: inizialmente era Gemito ma visto che un suo amico aggiungeva “aiz” alla fine di ogni parola, lo fece anche con Gemito.

Ghemon: l’ispirazione arriva dal samurai Goemon, uno dei personaggi di “Lupin III”.

Guè Pequeño: il nome nasce dall’unione del suo vecchio street name, “Il Guercio” (il rapper ha un difetto ad un occhio), con quello del protagonista Zè Pequeño del film “City Of God”.

Inoki: il suo primo nome come writer era Enok, ispirato al personaggio apocrifo dell’Antico Testamento Enoch.

Ki, invece, è il simbolo dell’energia nella cultura orientale.

Jake la Furia: Francesco Vigorelli, con l’avvento dei Club Dogo e dopo le Sacre Scuole muterà il suo nome in Jake la Furia, come omaggio a Jake “the Muss”, personaggio del film “Once Were Warriors”.

Kaos: gli piacevano le lettere, in particolare la K e la S.

Kiave: “Mirko è con la kappa. La kappa, in inglese, si pronuncia key. E key, italianizzata, è kiave. Ovvero, il sottoscritto”.

Marracash: quando Fabio Bartolo Rizzo, nato a Nicosia in provincia di Enna, si trasferì a Milano con la sua famiglia, gli altri bambini, lo chiamavano “Marocchino” o “Marrakach” per le sue origine meridionali.

Maruego: il suo vero nome è Oussama. Un nome che, da piccolo, gli creò qualche problema per via dell’associazione con Bin Laden. Ma per le sue origini marocchine, veniva spesso taggato col nome di Maghreb che poi, in ambito musicale, trasformò in Maruego.

Neffa: al secolo, Giovanni Pellino.

Viene chiamato così fin da piccolo dai suoi amici perchè somigliante a un calciatore della Cremonese che si chiamava, appunto, Gustavo Neffa.

Nesli: suo fratello Fabri Fibra lo chiamava “Lines” (sul motivo, la leggenda tace). Ma pronunciando questa parola velocemente e di seguito per più volte sembra si dica “Nesli”.

Rocco Hunt: iniziò con Hunt a cui aggiungerà Rocco, il suo vero nome, dal momento in cui ha iniziato a mettere se stesso e la sua vita all’interno delle canzoni.

Tormento: così battezzato da suo fratello Esa visto che, a differenza di quest’ultimo che era una persona quadrata, Torme era matto e incasinato.

Vacca: può sembrare un soprannome ma, in realtà, è solo il suo cognome. Lui si chiama, infatti, Alessandro Vacca.

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