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Covid, una reazione anomala a livello polmonare alla base dei casi gravi

Un team di scienziati ha scoperto una reazione inattesa a livello polmonare data dal Covid: è l'attivazione del sistema di completamento immunitario

studio covid polmoni

Nuove scoperte in campo medico, gettano una luce diversa sull’infezione da Coronavirus. Nel nuovo studio si osserva come il Covid inneschi una reazione anomala a livello polmonare, la quale, coadiuvata dalla tempesta citochimica, sarebbe alla base della forma grave della malattia. 

Sars-Cov2: una reazione anomala polmonare alla base delle forme gravi di Covid

La reazione inattesa a livello polmonare, scoperta da un team internazionale di scienziati, coordinati dal professor Majid Kazemian, docente presso i dipartimenti di Informatica e Biochimica presso l’ateneo di West Lafayette, prende il nome di sistema del completamento immunitario

Il sistema del completamento è presente nel sistema immunitario di tutti noi: è costituito da piccole proteine prodotte a livello epatico, che aiutano gli anticorpi a combattere gli agenti patogeni. Il team di scienziati però, ha rilevato come questo sistema, in caso di Covid, si attivi anche a livello polmonare, in particolare negli alveoli, quelle piccole strutture che costituiscono il polmone, nella quale avvengono gli scambi gassosi.

Come dichiarato dal professore Kazemian: –“Abbiamo osservato che l’infezione da SARS-CoV-2 in queste cellule polmonari provoca l‘espressione di un sistema del complemento attivato in un modo peculiare. Questo era completamente inaspettato per noi perché non stavamo pensando all’attivazione di questo sistema all’interno delle cellule, o almeno non alle cellule polmonari. In genere pensiamo al fegato come fonte del sistema del complemento”.

A far maggior chiarezza sul meccanismo individuato dal team, le parole della co-autrice dello studio, Claudia Kemper: -“Il sistema del complemento è tradizionalmente considerato un sistema sentinella derivato dal fegato e circolante che protegge l’ospite dalle infezioni da batteri, funghi e virus.

È inaspettato che nel contesto dell’infezione da SARS-CoV-2, questo sistema si rivolga contro l’ospite e contribuisca all’infiammazione e ai danni dei tessuti osservati nella COVID-19 grave”.

I farmaci che potrebbero essere utilizzati contro questo meccanismo

Una volta compreso il meccanismo, in caso di Covid, del sistema di completamento, gli scienziati hanno rivolto i loro studi sui farmaci da utilizzare, per cercare di tenere sotto controllo l’attivazione del sistema di completamento.

Dei 1.600 farmaci testati, al momento il solo in grado di contrastare questo meccanismo sembra essere il Ruxolitinib, il quale, combinato con il Remdesivir, sembra esplicare l’efficacia migliore. 

Dati comunque che vanno presi con le pinze: gli studi finora condotti si sono svolti in vitro, pertanto si dovrà poi passare agli studi preclinici, e solo in ultima battuta si potrà verificare in vivo, sempre sperimentalmente, se le osservazioni fin qui svolte, potranno dare il via all’utilizzo su larga scala di questo combinato di farmaci. 

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