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Sospettano violenze sul figlio: genitori picchiano una maestra
Cronaca

Sospettano violenze sul figlio: genitori picchiano una maestra

asilo genitori

Nel cosentino due genitori piazzano tra i vestitini del figlio di 22 mesi un registratore perché sospettano che la mestra maltratti il bimbo.

“Sono gli inquirenti preposti a dover portare alla luce i riscontri obiettivi degli accadimenti e a nessuno è dato di farsi eventuale giustizia da soli. Non è più possibile continuare di questo passo” denuncia Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria. Nel cosentino infatti due genitori hanno aggredito una insegnante di un nido perché convinti che maltrattava il figlio di 22 mesi.

Il bimbo fa da “spia”

Quando la coppia ha cominciato ad avere sospetti invece che rivolgersi alle forze dell’ordine ha nascosto un registratore nei vestiti del bimbo, come riporta fanpage.it. Non è chiaro che cosa i due abbiamo ascoltato, fatto sta che a loro giudizio l’audio così carpito era una prova sufficiente dei presunti abusi sul figlio.

I due genitori si sono quindi recati all’asilo e malmenato l’educatrice provocando alla donna lesioni guaribili in una quindicina di giorni, come diagnosticato dai medici del pronto soccorso dell’ospedale dell’Annunziata.

La maestra si è rivolta ovviamente alla Polizia e i due sono stati denunciati per aggressione, danneggiamento e installazione abusiva di strumentazione atta a registrare.

L’audio è stato invece acquisito dagli agenti e trasmesso in Procura. Stando ai primi riscontri, però, non emergerebbe alcuna violenza fisica sul bambino come riferisce nuovosud.it.

Il Garante dell’Infanzia

“È, purtroppo, vero che ci sono bambini fatti oggetto di offese e maltrattamenti nelle scuole, così com’è vero che ci sono genitori che alzano le mani contro i docenti, anche solo perché i voti riportati dai propri figli non corrispondono alle loro aspettative. In entrambi i casi, al cospetto di violenze, la legge dovrebbe essere severa e non contemplare attenuanti di sorta” conclude Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria.

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