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Pensioni: previsti nuovi tagli da giugno

Per le pensioni sopra i 100mila euro previsti nuovi tagli. Esclusi gli assegni di invalidità.

Da giugno 24.000 pensionati, che percepiscono annualmente un importo superiore ai 100.ooo euro, subiranno un taglio sul loro assegno pensionistico. La misura, stando alle stime, dovrebbe portare a un risparmio di 76 milioni di euro nel 2019, 80 nel 2020 e 83 nel 2021. La misura, già annunciata nella scorsa Legge di Bilancio, riguarda in realtà tutti i pensionati italiani ma, secondo il meccanismo previsto, le percentuali scattano in modo progressivo al di sopra della soglia di 100.000 euro. I tagli previsti sono: 15% per le pensioni da 100mila a 130mila euro, 25% per quelle da 130 mila a 200mila, 30% per gli assegni annuali da 200mila a 350mila, 35% se si percepisce un assegno da 350.mila a 500.mila e, sopra quest’ultima cifra, il 40%.

A giugno i pensionati italiani, 5,6 milioni questa volta, dovranno sopportare un altro sacrificio, ovvero l’ennesimo blocco della rivalutazione in relazione all’inflazione.

Le fasce escluse

Non tutti i pensionati si vedranno decurtare l’assegno.

Stando a una circolare fatta circolare dall’ INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) si salveranno infatti dalla misura prevista dalla finanziaria le varie pensioni di invalidità, quelle risultanti dal cumulo con casse private e quelle derivanti da totalizzazione.

Sulle pensioni anche i politici piangono

Quando si parla del binomio sacrifici – pensioni vengono in mente le lacrime di Elsa Fornero, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali dal 2011 al 2013 che, mentre annunciava il blocco della rivalutazione delle pensioni in base agli indici inflazionistici si interruppe, commossa sulla parola “sacrificio”. A proseguire l’illustrazione della riforma pensionistica ci aveva pensato l’allora premier Mario Monti che disse, rivolgendosi alla collega di governo: “Correggimi Elsa. Commuoviti pure, ma correggimi”.



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