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Cosa succederà all’Italia dopo il coronavirus?

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Uno studio condotto dal direttore del magazine MIT Technology Review, fa un quadro generale di come sarà l'Italia dopo il coronavirus.

Coronavirus: come sarà l'Italia dopo la pandemia
Dagli Stati Uniti arriva uno studio che ipotizza come sarà l'Italia dopo la pandemia di Coronavirus.

Gordon Lichfield, direttore del MIT Technology Review, ha analizzato cosa succederà all’Italia dopo il Coronavirus, partendo dalla necessità di un appiattimento della curva dei contagi. Questo fenomeno è infatti possibile solo grazie al rispetto delle regole imposte dal Governo per evitare l’espansione della pandemia.

Cosa succederà all’Italia

“La maggior parte di noi probabilmente non ha ancora capito, e lo farà presto, che le cose non torneranno alla normalità dopo qualche tempo.

Alcune, non torneranno mai più”, questa l’affermazione chiave dell’analisi di Lichfield per il magazine americano.

Secondo la sua stima, per nulla fantascientifica se ci si pensa, finché ci saranno pazienti contagiosi il Coronavirus continuerà a ripetersi. Nella simulazione, purtroppo, si evince che anche l’aumento del numero di posti letto e dispositivi di utilizzo medico negli ospedali non risolverà la questione, seppur d’aiuto durante la fase di picco.

Il distanziamento sociale e la chiusura delle scuole dovrebbero quindi essere in vigore per circa due terzi del tempo, per due mesi on e un mese off, fino alla commercializzazione di un vaccino per il Coronavirus. Senza l’osservanza di questa politica, ci sarebbe un’ondata di malati gravi otto volte superiore a quella che sistemi sanitari come quello statunitense e britannico potrebbero affrontare. In ogni caso, ritornare alla vita “normale” non appena i numeri del contagio calano, è un grosso rischio.

Adattarsi dopo il Coronavirus

Per Gordon Lichfield, in sintesi, non stiamo parlando di un’interruzione temporanea ma dell’inizio di uno stile di vita diverso, che dobbiamo già imparare ad accettare. A breve termine, com’è intuibile, i danni alle imprese che attirano molti clienti potrebbero essere importanti: ristoranti, bar, discoteche, palestre, hotel, cinema e teatri, centri commerciali, compagnie di trasporti e tante altre dovranno fare i conti con una nuova realtà.

A breve termine, spiega Lichfield, forse riusciremo a riprenderci un po’ della nostra libertà “rubata” ricorrendo a qualche escamotage. Palestre che richiederanno la prenotazione anticipata degli allenamenti o sale cinematografiche con un numero dimezzato di posti, sono tutte ipotesi plausibili.

Come si può sopravvivere ad un cambiamento del genere? Secondo Lichfield, solo adattandosi, dimostrandosi elastici. Nasceranno servizi in linea con lo stile di vita italiano post Coronavirus, possibilmente sarà l’ambiente a guadagnarci grazie al minor impatto inquinante di viaggi e spostamenti.

Sanità potenziata, privacy violata

Fondamentale sarà il miglioramento del sistema sanitario, con la creazione di un’unità specifica per far fronte a pandemie di rapida diffusione come quella del Coronavirus e la produzione di farmaci specifici, kit di diagnosi veloce e mirata.

Sicuramente, i nostri dati personali potrebbero diventare meno “privati”. In Cina, questo sistema di controllo ha già preso piede, e funzionato, per cercare di tracciare e così circoscrivere la pandemia. Si può quindi immaginare che questo modello potrebbe essere adottato da altri Paesi, anche se in Italia sembra abbastanza surreale.

D’altra parte, è il prezzo da pagare per poter riprendere a vivere fuori dalle mura di casa. Una reclusione vitalizia non è sostenibile e prima o poi dovremo ricominciare.

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine.


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Cecilia Lidya Casadei

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine.

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