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Coronavirus, quanti sono i bambini contagiati in Italia?

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L'Unicef ha diffuso i dati relativi al numero di bambini risultati positivi al coronavirus: quanti sono i contagiati? Ci sono vittime?

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Il Covid19 ha dimostrato di essere un virus dalla brutale facilità di diffusione, in grado di portare ad un numero dei contagi in Italia, come in altri paesi, molto alto e tra questi ci sono anche alcuni bambini. Quali sono dunque i pericoli per la salute infantile? E quanti sono i bambini contagiati dal coronavirus in Italia?

Iniziamo col dire che i virus appartenenti alla famiglia dei coronavirus sono responsabili di circa 1/5 delle polmoniti virali, e queste sono tuttora la prima causa diretta di mortalità infantile a livello globale.

Ogni anno nel mondo sono circa 800mila i bambini di età compresa tra 0 e 5 anni, di cui 153mila tra neonati di età inferiore a un mese, a rimanere vittime di polmonite. Un malattia killer dunque per i più piccoli, specie sotto i due anni, a causa della fisiologica immaturità del sistema immunitario. Tuttavia nell’epidemia di COVID-19 in corso si rileva un numero di infezioni tra i bambini e i ragazzi di gran lunga inferiore rispetto a quanto avviene in altri contesti epidemici.

L’età mediana dei contagi in Italia è di 62 anni, mentre l’età mediana dei decessi è 78 anni.

Coronavirus, quanti i bambini contagiati in Italia?

Stando a quanto riportato dall’Unicef, in Italia tra i bambini 0-9 anni si conterebbero 589 infezioni (tutte con effetti lievi) ovvero sia lo 0,6% del totale, mentre nella fascia di età 10-19 anni sono 766, pari allo 0,8% del totale.

Di tutti i casi, solo il 7% di infezioni tra bambini e ragazzi ha comportato un ricovero ospedaliero, prevalentemente concentrato nella fascia d’età tra 0 e 2 anni. Alcuni esperti sostengono che la resistenza dei più giovani all’attacco del coronavirus sia dovuta ad un maggiore allenamento del loro sistema immuntario, grazie alle vaccinazioni.

Per quanto riguarda poi le donne in stato di gravidanza, non c’è nessuna dimostrazione concreta del fatto che una mamma positiva trasmetta direttamente il Covid-19 al nascituro.

L’Istituto Superiore di Sanità ha negato che sia mai stata rilevata traccia di proteine virali nel liquido amniotico, nel cordone ombelicale, nel colostro o nel latte materno di una donna infettata dal SARS-CoV-2.

Coronavirus, i giovani morti nel mondo

In Italia, nella fascia di età compresa tra 0 e 20 anni, non sarebbero stati registrati decessi e ricoveri in terapia intensiva, ma purtroppo nel mondo ci sono diversi giovani morti per coronavirus.

É il caso di Luca Di Nicola, 19enne italiano ma residente a Londra, a cui è stato fatto il tampone, risultato positivo, solo dopo che era morto. Non aveva patologie pregresse ed era in salute, ma il suo quadro clinico con febbre e tosse forte sarebbe stato sottovalutato dal suo medico di base.

C’è poi la Francia che ha registrato il primo caso di minorenne morta in Europa. La ragazza in questione si chiamava Julie e aveva solo 16 anni. L’età si abbassa ancora di più se andiamo in Belgio, dove c’è la vittima più giovane del vecchio continente, una bambina di 12 anni senza patologie pregresse aggravatasi di colpo. Più grande di lei di un anno c’è anche da segnalare il decesso di un bambino di 13 anni inglese, morto a Londra a poche ore di distanza dalla sua coetanea belga. E ancora in Portogallo dove non ce l’ha fatta Vitor, un ragazzino di 14 anni che soffriva di psoriasi, un disturbo della pelle che talvolta intacca anche il sistema immunitario. Non va meglio se si guardano i dati degli Stati Uniti d’America dove si registra la morte di un minorenne di Los Angeles, e del più giovane al mondo, un neonato di meno di un anno.

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.


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Riccardo Castrichini

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.

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