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Variante inglese, governo Draghi potrebbe scegliere il lockdown totale

La paura per la diffusione delle nuove varianti e un documento che ne descrive la gravità potrebbero portare il Governo verso un nuovo esecutivo.

Roberto Speranza
Roberto Speranza

Walter Ricciardi, consulente del ministero della Sanità sull’epidemia, ha presentato a Roberto Speranza l’ipotesi di un lockdown totale, per essere valutata dal nuovo premier Mario Draghi. Una decisione spinta dalla paura per la diffusione della variante inglese, presente in un contagio su cinque.

Variante inglese e lockdown totale

La variante inglese, secondo uno studio, provoca un aumento della contagiosità del 50% ma anche della letalità, tra il 20 e il 30%. Lo scorso venerdì il ministero della Salute ha diffuso i risultati preliminari della “flash Survey” condotta dall’Iss sulla stima di prevalenza della variante inglese, che in Italia è pari al 17,8%. I campioni analizzati sono stati 852 per 82 laboratori provenienti da 16 regioni.

Il risultato dell’indagine svela che in Italia, come nel resto dell’Europa, c’è una circolazione sostenuta di questa variante, che ha una maggiore trasmissibilità. Il ministero ha spiegato che un attento monitoraggio consentirebbe, insieme ad un rafforzamento delle misure, di contenere gli effetti della variante inglese mentre si prosegue con le vaccinazione. Con queste motivazioni si sta ipotizzando per un nuovo lockdown totale. Il documento scientifico è stato prodotto da una task force internazionale di esperti, voluta dai leader di grandi Paesi.

Il documento è stato visionato anche da Walter Ricciardi. Si è descritto l’impatto delle varianti in circolazione e si è stabilito un aumento della contagiosità del 50% e della letalità tra il 20 e il 30%. Questo ha allarmato gli scienziati, perché nel giro di cinque o sei settimane la variante inglese potrebbe diventare dominante in Italia. Inoltre, sembra che la variante brasiliana non crei immunità e quindi non metta al riparo da una reiezione, rischiando di ridurre l’efficacia dei vaccini.

La variante sudafricana abbatte quasi del tutto l’efficacia di AstraZeneca. Per questo servono delle contromisure urgenti. Questo rende inutile pensare a piccole zone rosse locali, ma spinge a programmare un lockdown totale per abbattere la curva e proseguire con la campagna vaccinale. L’ipotesi di Ricciardi dovrà essere tenuta in considerazione dal governo Draghi, per valutare i rischi per l’economia e prendere una decisione per accelerare la vaccinazione di massa. I dati dell’ultimo bollettino della Protezione Civile dicono che il tasso di positività è del 5,4%, sono in aumento le terapie intensive mentre scende il numero di ricoverati con sintomi.

L’incidenza nazionale è ancora lontana da livelli che consentirebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e il tracciamento dei contagi. L’incidenza settimanale supera la soglia di 250 casi per 100.000 abitanti in tre Regioni, ovvero la provincia autonoma di Bolzano, la provincia autonoma di Trento e l’Umbria. Dal 20 gennaio al 2 febbraio l’Rt medio era pari a 0,95, in lieve crescita rispetto alla settimana precedente. Inoltre, è stata confermata la circolazione diffusa di varianti virali a più elevata trasmissibilità e per la seconda settimana si confermano segnali di contro-tendenza nell’evoluzione epidemiologica che potrebbero portare ad un nuovo rapido aumento dei casi nelle prossime settimane. Il report dell’Iss conclude che è necessario “mantenere e/o rafforzare le misure di mitigazione in base al livello di rischio identificato come indicato nel documento ‘Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale'”. L’osservatorio Covid-19 Italia ha notato che la situazione è in lieve peggioramento. Questa settimana ci sono stati 85.150 casi totali contro gli 83.710 della settimana precedente. Alcune regioni medio-piccole starebbero già sperimentando la terza ondata. Andrea Crisanti è convinto che bisognava fare il lockdown a dicembre. “Un lockdown duro subito per evitare che la variante inglese diventi prevalente e per impedire che abbia effetti devastanti come in Inghilterra, Portogallo e Israele” ha spiegato. Non è d’accordo con le zone gialle e arancioni, ma ha dichiarato che “va chiuso tutto e va lanciato un programma nazionale di monitoraggio delle varianti. Ci sarà un’impennata importante a fine febbraio. Dove si trovano le varianti brasiliana e sudafricana servono lockdown stile Codogno, non le zone rosse che sono troppo morbide“.

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