×

Denise Pipitone, Piera Maggio a Storie Italiane: “Spero che stia bene, noi andiamo avanti”

"Voglio la verità. Sono forte, ma umana. Spero che arrivi il lieto fine, noi la cercheremo sempre", dice la mamma di Denise Pipitone.

Piera Maggio Storie Italiane

Da settimane si è riaccesa l’attenzione attorno al caso di Denise Pipitone. La sua scomparsa aveva sconvolto tutta Italia e ancora l’affetto della gente si fa sentire forte. Oggi Denise avrebbe 21 anni: negli ultimi tempi si sono susseguite diverse segnalazioni di possibili avvistamenti, ma purtroppo finora ogni tentativo di ritrovare Denise è stato vano.

I genitori, Piera Maggio e Piero Pulizzi, non si sono mai arresi: la ragazza si cerca viva e tutti i familiari sperano di poterla presto riabbracciare. A esprimere il suo profondo desiderio è proprio la mamma, Piera Maggio, che ospite della trasmissione televisiva “Storie Italiane”, ha confidato: “Spero che stia bene, noi andiamo avanti”, ma non nasconde i suoi momenti di sconforto e le fragilità che spesso vive. Piera è una “guerriera stanca”, come l’hanno definita in tanti.

L’amore di una madre l’ha spinta a combattere per anni con tutte le sue forze, ma il dolore è sempre più opprimente e il vuoto incolmabile lasciato dalla scomparsa della sua bambina pesa come un macigno.

Piera Maggio a Storie Italiane condivide il suo ricordo di Denise

Con la riapertura delle indagini per fare luce su quanto accaduto davvero a Denise Pipitone, la vicenda si arricchisce di nuove rivelazioni, dettagli sconcertanti, lettere e dichiarazioni che contribuiscono a completare un mistero che dura da troppo tempo.

Tuttavia, la verità appare ancora lontana. La famiglia non si arrende, come non si è mai arresa in tutti questi anni. Il dolore si fa sentire forte ogni giorno, ma a dare pienezza alla vita dei genitori di Denise è il ricordo nitido e splendido della loro bambina.

Lo ha ricordato la stessa Piera Maggio, che ospite di Eleonora Daniele a “Storie Italiane” ha commentato una lettera scritta da Kevin, il fratello di Denise, in occasione del 18esimo compleanno della sorella.

“La lettera di Kevin per il 18esimo compleanno di Denise fa capire il suo dolore, il sentimento verso la sorella. Erano molto attaccati, guai se quando Kevin andava a scuola non la salutava. Se accadeva, lei si rivolgeva a me e si lamentava, me lo diceva “Non va bene così”. C’era un dialogo mamma-figlia molto completo, aveva una logica nelle sue frasi e nei discorsi che faceva. Era una bimba anche molto buffetta e birichina, ma anche molto coccolona, era amata da tutti noi, dalla famiglia, non passava inosservata”, ha raccontato.

Non mancano neppure gli aneddoti e i ricordi più intimi. “Un aneddoto particolare: era molto attratta dalle scarpe, le piacevano i tacchi e mi chiedeva se poteva provare le mie scarpe. Io l’ho chiamata sempre piccola donnina, ci manca molto. Forse oggi l’amore che molti nutrono per Denise, l’affetto verso i nostri riguardi, è per aver trasferito nelle persone Denise, quella bambina di 4 anni”, ha confidato.

Piera Maggio a Storie Italiane: il dolore e l’appello della mamma

Il dolore resta indelebile.Questa parte della nostra vita non sarà mai ripristinata, rapire un bambino vuole dire rapire l’identità personale, il male ormai le è stato fatto. Noi ci auguriamo solo che ovunque si trovi sia amata e che stia bene. Speriamo davvero che si possa raggiungere il nostro obiettivo che è quello di mettere fine a tutta questa storia. La forza degli altri trasmessa a noi ci permette di andare avanti più che mai”, ha detto Piera Maggio nel suo intervento a “Storie Italiane”.

Poi l’appello: “Mi rivolgo a quelle persone che hanno rapito mia figlia. Forse è il momento che diciate la verità, dovete affidarvi a qualcuno, a un prete o a un vescovo, a chiunque voi credete. Ma non solo chi ha rapito Denise: anche chi sa e non parla. Spero che arrivi il lieto fine, noi la cercheremo sempre e invito tutti a fare lo stesso ma con i dovuti modi, senza esagerare”.

Piera Maggio a Storie Italiane: “Voglio la verità”

“Noi mamme di scomparse abbiamo questo forte dolore, c’è un filo che si spezza, non sappiamo più nulla, dove sono, come stanno, se sono vivi. È un dolore sospeso nel vuoto, un dramma”. Così Piera Maggio ha condiviso il suo dolore per quanto vissuto in 17 anni.

Poi lo sfogo: Ci sono dei vuoti nella mia mente, dei buchi, il trauma è stato talmente forte che ho pezzi della mia vita che oggi mi mancano. Siamo forti ma siamo mamme e siamo persone umane, ci sono momenti in cui la forza viene a mancare, è difficile stare costantemente a portare avanti una battaglia. Ma io vado avanti con forza fino alla verità, è quello che vogliamo ottenere”.

Quindi ha aggiunto: “Vogliamo che emergano le vere verità. Denise oggi è la figlia di tutta Italia, di tutti gli italiani, io ho cercato in tutti i modi di far entrare il suo viso nelle case degli italiani e anche oltre, a livello internazionale. Io se vengo in tv è per cercare mia figlia e non altro. Voglio sapere dove si trova in questo momento e mettere fine a questa vicenda. Quando mi vedete fare gli appelli, li faccio per scrollare le coscienze di alcuni, indurli a parlare e a dire quello che sanno. È certo che vi siano persone che sanno e non hanno mai parlato, io cerco di sciogliere i loro cuori: se fossero al mio posto e Denise fosse la loro figlia, che cosa farebbero?”.

Contents.media
Ultima ora